Commissione Europea: nuovo piano ambiente-energia per il 2030

Creato il 09 febbraio 2014 da Bioenergyitaly_blog
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La Commissione Europea ha raggiunto un accordo sugli obiettivi del nuovo piano ambiente-energia 2030: riduzione del 40% della CO2 e di raggiugere il 27% delle rinnovabili a livello Ue entro il 2030.

«Un taglio del 40% nelle emissioni di gas serra rappresenta un obiettivo particolarmente ambizioso, ma è la pietra miliare più efficace in termini di costi nel nostro percorso verso un’economia a basse emissioni», afferma il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, secondo cui «anche l’obiettivo minimo di arrivare al 27% di energie rinnovabili è un segnale importante: rappresenta stabilità per gli investitori, stimola l’occupazione verde e rende più sicure le nostre forniture energetiche».

Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie.

La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (Ue Ets, da attivare a partire dal 2021). Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.

LEGAMBIENTE: “OBIETTIVI INSUFFICIENTI”

Secondo Legambiente «il libro bianco Clima-Energia 2030 adottato oggi dalla Commissione europea rappresenta una preoccupante e pericolosa retromarcia rispetto agli impegni assunti finora dall’Europa per contenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi centigradi».

Secondo il presidente dell’associazione, Vittorio Cogliati Dezza, «l’Unione europea deve impegnarsi a ridurre almeno del 55% le emissioni interne entro il 2030 e contemporaneamente impegnarsi a raggiungere il 45% di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40% per portare avanti una reale transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di carbonio».

I CONTENUTI DEL PIANO clima-energia

TARGET CO2 – Il taglio del 40% rispetto al 1990 è vincolante, con impegni nazionali dei singoli Stati membri. Le emissioni dei settori coperti dall’Ets dovranno tagliare il 43% rispetto al 2005, mentre i non coperti (come i trasporti) circa il 30%.

TARGET RINNOVABILI – Le fonti verdi dovranno coprire almeno il 27% dei consumi di energia a livello Ue. Gli Stati membri non saranno legati a target nazionali, ma saranno sottoposti ad un nuovo sistema di governance Ue per centrare l’obiettivo.

EFFICIENZA ENERGETICA – È il terzo pilastro delle politiche Ue sul fronte energia-clima e sono attese nuove misure in autunno, dopo la valutazione delle relazioni degli Stati membri su tagli ottenuti e piani d’azione previsti.

COSTO INVESTIMENTI – La media prevista è di 38 miliardi di euro l’anno, ma si calcola anche un taglio della bolletta per i carburanti fossili di 18 miliardi di euro l’anno.

MERCATO CO2 – Per stabilizzare il mercato Ue della CO2 (Ets), si crea una riserva all’inizio del 2021, che consentirà sia di affrontare l’eccedenza di quote sia di migliorare la capacità del sistema di fronteggiare shock, regolando automaticamente le quote da mettere all’asta, secondo regole predefinite.

PREZZI ENERGIA – Elettricità e gas in Europa costano 2-4 volte di più che negli Usa, con estreme variazioni tra gli Stati membri. Una parte importante dei sovraccosti viene dalle tasse, che Bruxelles intende armonizzare.

GAS SCISTO – I Paesi Ue dovranno applicare una serie di norme comuni ma non vincolanti a tutela dell’ambiente, e saranno liberi di scegliere se sfruttare o meno lo shale gas.

RILANCIO INDUSTRIA – L’obiettivo dell’ `Industrial Compact´ è raggiungere il 20% del Pil Ue dal manifatturiero entro il 2020, grazie a 150 miliardi di fondi Ue e una serie di iniziative trasversali in tutti i settori delle politiche europee, dall’energia alle materie prime e al taglio della burocrazia.


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