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Con Gemma Gaetani tra sesso e tradimento

Creato il 05 dicembre 2010 da Iannozzigiuseppe @iannozzi

a cura di Iannozzi Giuseppe

Gemma Gaetani è autrice dell’Elogio del tradimento (Vallecchi editore), pamphlet che ha scatenato diverse reazioni tra critici e lettori.
E’ nata a Roma nel 1972, il 30 ottobre, lo stesso giorno di Diego Armando Maradona. Colazione al Fiorucci Store (Milano) è il suo primo romanzo in versi, prosa e fotografie. Ha scritto per «Il Giornale» e per «Il Domenicale».

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Con Gemma Gaetani tra sesso e tradimento

Con Gemma Gaetani tra sesso e tradimento
1. Domanda provocatoria in una declinazione filocattolica, per non dire “papista”: un figlio non servirebbe meglio alla causa, ovvero a far sì che la coppia rimanga insieme?

In generale sì, i figli possono diventare ciò che frena due persone che non s’amano più a restare comunque insieme come famiglia. Tuttavia dal 1970, anno nel quale il divorzio venne introdotto in Italia, alla coppia di coniugi è stato concesso il diritto di dichiarare il fallimento del progetto familiare che si erano adoperati a porre in essere, e in molti casi nemmeno la presenza dei figli eventualmente procreati è riuscita ad evitare la separazione della coppia genitoriale. E’ giusto? E’ sbagliato? E’ così. Al di là di questo il confronto tra figli e tradimento come collanti di una coppia, felice o infelice ch’essa sia, depone sicuramente a favore del tradimento: una cosa è cambiare pannolini, un’altra è concedersi una o più scappatelle.

2. Ma se marito e moglie, entrambi si fanno sbattere da qualcuno che non è il loro coniuge parlando poi d’un innocente flirt, a questo punto non sarebbe più onesto per la coppia ammettere di essere degli scambisti e comportarsi di conseguenza?

La pratica dello scambismo non ha nulla a che vedere con quella del tradimento. Come ho già scritto nel mio pamphlet lo scambismo è soltanto in apparenza un esercizio del tradimento, dato che il tradimento consiste in un abbandono temporaneo della coppia da parte di uno dei partner che decida di sollazzarsi tutto solo e in segretezza con un partner erotico che non corrisponde a quello sentimentale, mentre le pratiche scambistiche necessitano della contemporanea presenza dei partner, dunque della coppia.

Con Gemma Gaetani tra sesso e tradimento
3. La prostituzione. Si dice che sia un male. Non era di questo avviso F.W. Nietzsche, il quale sosteneva che in una società civile non si può far a meno della prostituzione. Mettere sul mercato il proprio corpo e dare un prezzo alle prestazioni sessuali è o non è una forma di tradimento verso sé stessi? Sei d’accordo con Nietzsche?

Come dico nel mio Elogio del tradimento la prostituzione non è un male se condotta da persone che optano volontariamente per questa professione. Non la ritengo un fatto di civiltà, ma di mera autodeterminazione di se stessi, e meno che mai ritengo l’esercitarla volontariamente (e ripeto volontariamente) un tradimento verso se stessi. Aborro invece l’induzione alla prostituzione. Come dico sempre nell’Elogio, tuttavia, al tradimento con prostitute preferisco di gran lunga quello con creature che, semplicemente, incontriamo e ci piacciono, perché diversamente dall’esercente il meretricio la preda reale va corteggiata e conquistata, e questo rimette in circolo la vita.

4. Stando a una ricerca scientifica soltanto il 5% della popolazione mondiale sarebbe incline alla monogamia. In sintesi l’uomo è un mammifero nato anche per tradire, è nel suo istinto il tradimento. E però la gelosia è forse più forte del tradimento: l’amante che si scopre tradito non poche volte ricorre al ricatto e alla violenza, fino all’omicidio del fedifrago o della fedifraga. Perché non elogiare la gelosia?

Mai elogiare la gelosia. Capisco che sia umana, ma siccome vivere vuol dire anche sconfiggere le proprie debolezze, la gelosia non va mai alimentata ma piuttosto condannata. Per quanto riguarda gli omicidi perpetrati da partner traditi trovo schifoso togliere la vita a qualcuno per un motivo così stupido, e arrogarsi il diritto di farlo in nome di un millantato amore ferito.

5. L‘Otello di Shakespeare. Che cosa ci leggi in questo dramma?

Nell’Otello ci leggo una tragedia utile a riflettere su quanto sia sciocca e foriera quasi sempre di evitabili eventi la gelosia, e consiglio di imparare a memoria il capitolo dell’Elogio intitolato “L’esercizio segreto ma libero del tradimento indirizza più sensatamente l’uso del denaro nei consumi e fa diminuire il numero complessivo dei reati, perciò fa bene alla società e all’economia”, nel quale spiego quanto è sbagliato credersi novelli Otello e fare il macello che fece lui.

6. E’ possibile tradire attraverso un social network come Facebook, ad esempio? Non sono rari i casi di cronaca che parlano di tradimenti (virtuali) online.

Sì, il virtuale è un’appendice del reale e quindi esso stesso reale. Di conseguenza le “reti sociali” sono strumenti molto adatti nonché adusi a diventare medium per il rimorchio, che può essere naturalmente agito sia se si è single sia se si ha una palla di partner incatenata alla caviglia. Considera anche che per molti l’unica fessura di libertà nella vita domestica di coppia, è rappresentata dal computer: e secondo te quelli lo usano per leggersi i capolavori della classicità letteraria fuori diritto su Liber Liber o per spizzarsi le foto e gli status delle amiche Facebook alla ricerca di potenziali prede? Certo, ovviamente m’auguro che i playboy digitali poi consumino davvero, altrimenti che gusto c’è? Ho notizia del fatto che alcuni lanciano il sasso e poi nascondono la mano, e questo non va bene. Come dico nel mio Elogio l’erotismo condiviso pelle a pelle è molto migliore dell’autoerotismo a propulsione virtuale.

7. In linea generale le religioni non ammettono il tradimento. Se tu fossi stata maomettana, ad esempio, per il solo fatto d’aver scritto un libro come l’“Elogio del tradimento” saresti condannata a morte. Non è importante che tu sia credente o no: se nasci in un paese islamico e sei donna e tradisci il tuo compagno, o lui ha anche solo il sospetto che tu lo possa tradire, finiresti male, molto male. Che consigli ti senti di dare alle donne islamiche che vorrebbero tradire il proprio partner?

Quello tra tradimento e religione è un discorso che sostanzia la parte fondamentale del mio Elogio, permettimi di deviare solo apparentemente dalla tua domanda. La religione cattolica in sede di rito matrimoniale impone la regola della fedeltà reciproca dei partner. Ma la stessa religione cattolica ha come Primo Comandamento il “Non avrai altro Dio all’infuori di me”! Ebbene, è oggettivo che le due pretese cozzano: la fedeltà al partner trasforma il partner in una sorta di dio nei confronti del quale esercitare fedeltà/fede, e questa è di fatto una contravvenzione al Primo Comandamento che ci dice appunto che non avremo altro dio all’infuori di Dio. La religione cattolica, d’altronde, è anche responsabile dell’attuale accezione della parola “tradimento”, che da Giuda in poi (Giuda nelle Sacre Scritture è indicato come il “traditurus” di Gesù) ha assunto il significato di “schifosa infedeltà nei confronti di un superiore, di un amico, di un partner ecc.”. Ma Giuda viene indicato come “traditurus” nel senso di “colui che consegnerà Gesù alla sua sorte”, secondo il corretto, ed unico, fino ad allora, uso della locuzione in latino (“tràdere” = “trasportare”, tant’è vero che da quel “tràdere” derivano tradurre, tradizione, tràdere nell’ambito della filologia – il testo tràdito – e per esempio nel linguaggio burocratico della giustizia quando l’imputato viene trasportato dalla casa di reclusione in un ufficio giudiziario per assistere a un’udienza che lo riguarda si dice che si effetta la “traduzione” dello stesso in loco tribunalizio). Tanti sciocchi cattolici detestano Giuda, ma Giuda è stato lo strumento del destino di Gesù, perché il sacrificio finale era necessario a farLo riconoscere come Figlio di Dio: Gesù infatti doveva morire e risorgere, e come avrebbe potuto farlo senza Giuda? Insomma la religione cattolica ha dei nodi da risolvere intorno alla questione del tradimento. Per tornare alla domanda, se fossi stata musulmana non avrei mai scritto un libro del genere, ma non per paura, proprio non avrei potuto, perché sarei già morta da un pezzo in terra islamica io. Tuttavia alle donne musulmane non so cosa dire, mi sembrerebbe sciocco e offensivo incitarle a tradire, perché sarebbe un’istigazione alla morte, appunto, e su queste cose non si scherza. Direi loro, casomai, emancipatevi da quella religione se non vivete bene i suoi dogmi.

8. Si può tradire, cioè fare del sesso con un’altra persona pur dichiarando di essere visceralmente innamorati del/la compagno/a con cui si vive in coppia?

Sì, si può tradire pur essendo follemente innamorati di una creatura che, però, tradiamo. Venditti dicotomizzava sesso e amore, bene, io li giustappongo (si può tradire per sesso pur amando il partner), e li moltiplico pure, come i pani e i pesci: si può tradire pure per amore pur amando il partner, ci si può, insomma, innamorare d’un’altra persona e amarle tutt’e due, e questo si può fare anche con tre, quattro e così via. Perché le persone sono diverse, e quanto ameremo in una non ameremo nell’altra, perciò sarà sempre amore ma determinato dalle differenze insite nelle persone in questione. Le doppie famiglie, le amanti pluridecennali di uomini sposati fino alla morte con la moglie, per esempio, non me le invento mica io: esistono, e dimostrano che l’amore può non essere uno.


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