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Concerto di Regina Spektor a Barcellona

Creato il 05 luglio 2012 da Witzbalinka

Spesso paragonato a Guerra e Pace, Vita e Destino di Vasili Grossman (la prima persona a far sapere al mondo dell’esistenza  di campi di sterminio nazisti attraverso un esaustivo catalogo che ne documentava spaventosamente tutti gli orrori, insieme a Ilyá Ehrenburg con il suo Il libro nero, proibito da Stalin al fine di evitare che si venisse a sapere il livello di antisemitismo del suo governo ed il suo grado di collaborazione al genocidio degli ebrei) è molto probabilmente una delle grandi opere del XX secolo. Quel che è certo è che Grossman morì nel 1964 a Mosca senza averlo visto pubblicato. Le autorità sovietiche  lo considerarono talmente pericoloso per il regime che arrivarono addirittura a confiscare i nastri della macchina con cui era stato scritto. Solo nel 1980 una copia recuperata del manoscritto riuscì per la prima volta ad andare in stampa.

Regina Spektor

In essa, in modo ammirevole caratterizzato da una certa rotondità che solo all’alta letteratura è dato ottenere, Grossman denuncia da uomo di sinistra il processo di degrado della rivoluzione comunista, trasformata da Stalin, a partire dalle prime purghe politiche, in un regime in stampo nazional-socialista. La seconda guerra mondiale fu un momento decisivo in questa deriva che assicurò, attraverso un patriottismo dispoticamente promosso e imposto dal governo, il radicarsi del nazionalismo russo e, sotto la sua egida, la persecuzione dei cittadini ebrei, milioni dei quali furono puniti in modo atroce e spesso uccisi.

Questo stesso antisemitismo, manifestato più ostilmente sotto forma di quote, l’obbligo d’identificarsi come ebrei e altri generi di restrizioni dei diritti della popolazione ebrea, fu la ragione per cui in piena Perestroika i genitori di Regina Spektor, che darà un concerto nella sala Razzmataz (http://www.salarazzmatazz.com/)  il 10 luglio prossimo, decisero nel 1989, quando l’artista non aveva ancora compiuto 10 anni, di approfittare di questo momento politico per emigrare negli Stati Uniti, dove arrivarono dopo una serie di peripezie e tappe in Austria ed in Italia. Certamente  furono sul punto di non farcela per l’impossibilità di portare con loro il pianoforte Petross su cui la piccola Regina suonava affanosamente tutti i giorni, per paura di danneggiare la promettente carriera musicale della bambina dal momento che non avrebbero avuto soldi per le lezioni una volta arrivati a New York, la città eletta.

Come in una favola una volta  giunti nel Bronx suo padre, fotografo e violinista amatore, conobbe nel quartiere un altro violinista la cui  moglie, Sonia Vargas, una splendida pianista peruviana e professoressa presso la scuola di Musica di Manhattan, si offrì di dare lezioni gratuite a Regina, che si esercitava su tavole di legno appositamente dipinte e su di un piano scassato che si trovava nei sotterranei di una sinagoga locale.

 


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