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Confindustria si agita e protesta. Il Sindacato, aspetta e spera…

Creato il 20 febbraio 2014 da Freeskipper
Confindustria si agita e protesta. Il Sindacato, aspetta e spera…Artigiani, commercianti e imprenditori scendono in Piazza a manifestare per chiedere al governo un immediato cambio di rotta e risposte concrete per uscire da una crisi che ha colpito duramente il settore. Gridano di aver perso la pazienza, che senza impresa non c’è Italia e chiedono al prossimo governo e al Parlamento di prendere atto di questa grande forza, dell'enorme malessere, delle difficoltà che vivono le imprese e che è ora di cambiare registro! Gli economisti di Confindustria avvertono una ripresa “lentissima” che va “avanti adagio, quasi ferma”. E per di più "contrassegnata anche da scivoloni indietro, anzichè dall'atteso graduale consolidamento". I duri dati dell'economia italiana", occupazione e produzione industriale, "ribadiscono che la salita dalla profonda fossa scavata dalla recessione è lentissima". Il pil del quarto trimestre 2014 "è inferiore alle attese" e "conferma l'estrema debolezza della risalita". "L'attività produttiva è tenuta schiacciata da ristrettezza del credito, debolezza della domanda interna, perdita accumulata di competitività", sottolinea l'analisi mensile del centro studi di Confindustria. Sono "questi ultimi tre", per gli economisti dell'associazione degli industriali, "i fattori su cui è urgente agire per evitare ulteriori danni al sistema economico dell'Italia". Via dell'Astronomia rileva un clima di "scoramento" che è facilmente alimentato dall'incertezza da un’alta disoccupazione e un basso utilizzo degli impianti. Il primo dato positivo sul fronte del Pil, +0,1% nel quarto trimestre 2013 rispetto al mese precedente, "è inferiore alle attese basate sul forte aumento degli indicatori qualitativi". Ed è "nullo il trascinamento al 2014". Nel quadro dei dati riportati dal rapporto mensile, Confindustria segnala che "il calo degli occupati ancora non si è esaurito" con 67mila unità perse nell'ultimo trimestre dello scorso anno. Mentre le attese delle imprese sull'occupazione per i primi tre mesi del 2014 "sono ancora negative e fanno prevedere che la diminuzione proseguirà ad un ritmo simile a quello osservato nell'ultima parte del 2013". Insomma, il mondo produttivo è in fermento e chiede provvedimenti urgenti. E il mondo del lavoro, quello dei lavoratori a mille euro al mese, quello dei disoccupati e dei cassintegrati, quello rappresentato dal Sindacato Confederale, cosa fa? Tace! Sta alla finestra e aspetta! Cosa aspetta, non si sa, ma aspetta e spera! Intanto lavoratori e pensionati campano a stento con retribuzioni che oggi come oggi bastano appena a pagare le tasse, per non parlare dei giovani disoccupati e dei cinquantenni licenziati e mandati a casa senza più un futuro. Ma, lui, "Il Sindacato", aspetta e spera…

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