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Considerazioni in camerino

Creato il 01 giugno 2010 da Musicamore @AAtzori
foto di P.Tolu

foto di P.Tolu

Il dopo spettacolo, nei camerini, è un po’ come trovarsi negli spogliatoi dei giocatori dopo una partita di campionato. Ci si scambiano infatti  le considerazioni sullo spettacolo appena concluso.
La faticosa e lunga svestizione che prevede 6 pezzi d’abito uno sull’altro, oltre che l’acconciatura, ha consentito di poter esprimere i propri giudizi in maniera dettagliata
Il soprano Mariella Devia ha incantato ancora con la sua freschissima vocalità, grazie ad una tecnica del fiato  a dir poco perfetta, non ha lesinato acuti e le agilità sono state di una precisione svizzera. Ascoltando un’ incisione di qualche anno fa, non si trova differenza con oggi. Ed è strabiliante ancor di più vederla interpretare ruoli che richiedono personaggi adolescenziali senza che risulti fuori tempo.
Le considerazioni naturalmente si spostano verso i ruoli degli altri cantanti quali Arturo interpretato dal tenore americano John Osborn che comincia l’opera con un’aria tecnicamente difficilissima ed acutissima. Nonostante ciò è riuscito a controllare l’emozione iniziale, andando sempre in crescendo.
Negli altri ruoli non hanno sfigurato neppure il baritono Luca Salsi (Riccardo);  il basso Riccardo Zanellato (Giorgio);Mattia Denti (Gualtiero), Rossana Rinaldi (Enrichetta) Personalmente sono rimasta colpita dalla bella  voce, ricca di armonici e di sicurezza interpetativa del basso Zanellato che con l’aggiunta del  fisique du role completa bene il suo personaggio.
Il nostro artista cagliaritano, il tenore Gianluca Floris poi, ha ricoperto il suo ruolo   sempre con precisione ritmica e d’intonazione.
L’allestimento (regia, scene, costumi e luci) interamente curato da Pier’Alli, ha previsto un coro (preparato dal maestro Fulvio Fogliazza) nello stile coro-creco, col compito di commentare in prima persona gli avvenimenti in corso oltre che vocalmente anche gestualmente. Di bell’impatto visivo.
Il giovanissimo direttore d’orchestra Ramon Tebar non ha deluso e, nonostante le difficoltà di un’opera come i Puritani, è riuscito ad interpetare bene la partitura non perdendo mai il controllo del palcoscenico.
Credo comunque che il pubblico sia rimasto soddisfatto . Ha dimostrato di apprezzare il grande lavoro fatto da tutti noi lavoratori del teatro, con gli applausi che ieri sono scaturiti spontanei sempre (e non dimentichiamo quanto il pubblico delle prime sia sempre un po’ abbottonato) sensibilizzato forse anche dalla lotta che stiamo intraprendendo per salvaguardare questo patrimonio culturale dalla leggei taglia-fondi del ministro Bondi .


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