corsa #2: come hai fatto a correre?

Da Gynepraio @valeria_fiore

Sulle motivazioni che mi hanno spinta a correre (=la paura di morire) direi che sono stata abbastanza chiara. Ma perché ho scelto la corsa e non, che so, il badminton? Il motivo n.1 è che, in vista del trasferimento nella nuova casa insieme a voi-sapete-chi e dell’acquisto della cabina armadio di tutte quelle cose che servono a renderla abitabile, sto facendo una spending review.

Capirete che non andare in vacanza, evitare come la peste le vie del centro storico, fare la spesa solo quando il frigo è davvero vuoto e girare con pochi soldi in tasca onde evitare di sperperarli è già abbastanza frustrante, ma diventa decisamente inutile se quello che risparmio lo devo dare ad un tennis club. La corsa è l’unico sport veramente povero che esista, e secondo me non è un caso che sia (ri)diventata così popolare negli ultimi 2 anni, in concomitanza con la peggior crisi economica dal 1929. Quindi, il proliferare di maratone e mezze maratone cittadine, 5km competitive e non, le app destinate alla corsa e agli esercizi a corpo libero, lo spot Apple pieno di runners, Net-a-porter che vende anche i reggiseni ad alto impatto: tutto torna.

Avevo già corso in passato ma non ero riuscita ad appassionarmi alla causa. Infatti, a differenza di molti neofiti, non ho mai avuto problemi a correre lentamente per 20 minuti. Il problema era che, la volta successiva, non riuscivo a farne 25. Cioè la corsa mi spossava oltremisura e non vedevo alcun miglioramento. Quindi ho deciso di provare un’app gratuita chiamata C25K, della quale avevo letto recensioni positive qui e qui. Praticamente sono regredita: anziché correre 20 minuti di testa mia, ho cominciato ad alternare minuti di corsa e minuti di camminata seguendo gli ordini della signorina. L’allenamento, spalmato su 9 settimane, prevede 3 sessioni settimanali da 30 minuti ed è molto “praticabile”. La proporzione minuti di corsa vs minuti di camminata, inizialmente sbilanciata verso la camminata, si inverte progressivamente e alla fine del ciclo si corre 30 minuti filati, cioè 5km o poco più. Confesso che mi convinto soprattutto l’idea dei 30 minuti: mezz’ora è poco, non intacca il ménage di una giornata normale* e, non trattandosi di un allenamento faticoso, non ti lascia annichilito (cosa che ad esempio a me accade dopo un’ora di piscina).

Siccome sono quella che si dice una “morning person”, per le prime settimane ho corso al mattino presto, al parco del Fante: per intenderci, è quello dove Eleonora Carisi va a farsi gli shooting quando non sta sulle barche a vela. La mia andatura schizofrenica (90 secondi di corsa, 60 minuti di camminata, 2 minuti di corsa etc) non poteva dare nell’occhio: infatti, c’eravamo solo io e i maggiordomi che pisciavano i barboncini delle ricche signore torinesi.

Raggiunto l’obiettivo, ho scaricato 10k trainer run for pink, che dovrebbe portarmi in altre 5 settimane a raggiungere 10km in 60 minuti. Adesso corro in città, preferibilmente vie pedonali o lungo fiume, anche in orari meno spettrali delle 7 a.m. Per una persona che ha la tendenza a svaccare poco autocontrollo, correre dove ci sono altre persone è positivo: pensarti osservato costringe ad avere una postura e un ritmo migliore (“Walk like you have three men behind you”, dice Oscar de la Renta), e a non respirare come Mimì prostrata dalla tisi.

E, udite udite, mi piace pure!

Prima di tutto perché tengo sott’occhio i risultati (uso Runtastic), apprezzo tutti gli incrementi e me ne beo perché, ricordiamocene, sono tronfia e vanesia come un pavone. In secondo luogo, posso concedermi di mangiare tutta le peggio schifezze dell’universo mondo alcuni piccoli piaceri alimentari in virtù di quelle 650kcal diligentemente bruciate. Infine, ne hanno beneficiato anche altre aree della mia vita: ad esempio due settimane fa siamo andata a piedi a Superga e non sono morta! Anzi, voi-sapete-chi ha iniziato a farmi -piano piano, nell’orecchio- tanti complimenti su quanto fossi diventata brava e veloce in così poco tempo: il calore pomeridiano, il cinguettio degli uccelli, i giochi di luce del sole tra le foglie, il profumo della terra umida, tutto si prestava a una sessione d’amore boschiva. Peccato che mezzo minuto dopo io sia finita in una pozza di fango che ha iniziato a risucchiarmi tipo sabbie mobili, e lui abbia dovuto tirarmi fuori di peso.

guadalo un fiumicello ogni tanto

*“Tre volte a settimanaaaaaa? Ma come fai?” mi ha chiesto un’amica. Se non riesci a trovare tre mezz’ore a settimana per correre, a maggior ragione non troverai 3 ore per andare in palestra o in piscina. Non occorre interpretare: non c’hai voglia, non è un problema. Nemmeno io inizialmente avevo voglia, ma solo paura di morire.


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