Corsair K70 e K95 Vengeance - Speciale

Creato il 30 luglio 2013 da Intrattenimento

Corsair punta a conquistare i giocatori accaniti, senza rinunciare all'eleganza

Abbiamo provato a lungo le nuove tastiere Corsair Vengeance K70 e K95, entrambe dedicate ai videogiocatori più accaniti. Corsair è relativamente nuova nel mondo dei controller ma la serie Vengeance rappresenta un'entrata in grande stile che ha portato da subito la compagnia nel mondo dei grandi, almeno per quanto riguarda il settore delle tastiere. I nuovi modelli compiono un ulteriore balzo in avanti, rispetto alla K60 e alla K90, sia dal punto di vista delle rifiniture sia da quello delle feature con tutti i tasti finalmente meccanici e con quella che è la novità più evidente ovvero l'implementazione, per entrambe le tastiere, dell'illuminazione personalizzabile tasto per tasto.

Il perchè della scelta meccanica

Le tastiere meccaniche si stanno diffondendo sempre più, soprattutto nell'ambito del gaming che trae i benefici maggiori dalle peculiarità di questo tipo di tecnologia. Il principale vantaggio, d'altronde, riguarda la reattività dei comandi, imparagonabile con quella delle tastiere classiche. In queste, infatti, prima che un impulso parta è necessario che il relativo tasto arrivi a fine corsa. Questo perchè il contatto non è incorporato nei tasti ma è incollato a uno strato di gomma adagiato sulla circuiteria. Nelle tastiere meccaniche, invece, il funzionamento è radicalmente diverso. Ogni tasto ha il suo specifico switch e gli ingegneri possono scegliere tra vari tipi di meccanismo ognuno dei quali offre un diverso tipo di resistenza e scatta a una diversa altezza. In sostanza, la sensibilità e la resistenza non dipendono dalla durezza della gomma o dalla lunghezza della corsa del tasto ma dallo specifico meccanismo che, nel caso delle tastiere K70 e K95, è il sensibilissimo Cherry MX Red. Questa scelta magnifica uno dei maggiori problemi che deve affrontare chi non è abituato alle tastiere meccaniche, ovvero la sensibilità dell'input. Una leggera pressione distratta su un tasto è infatti sufficiente perchè questo cominci ad inviare impulsi e questo significa che anche un mignolo appoggiato distrattamente può causare problemi cambiando arma in un momento inopportuno, cancellando una pagina di word o attivando il caps lock. I neofiti, in sostanza, devono avvicinarsi a questo tipo di tecnologia armati di pazienza in modo da trasformare i difetti in pregi attraverso l'allenamento. Una volta dominato il mezzo diventa possibile inviare un impulso quasi istantaneamente e questo fattore, unito alla bassa latenza degli input, è una manna per il gaming agonistico che spesso si gioca sul filo del millisecondo. La reattività nominale dello switch Cherry MX Red è di un millisecondo e per quanto ci risulti impossibile verificarla con precisione assoluta, risulta evidente come le due tastiere Corsair rispondano molto rapidamente e con una gran precisione. Per i nostri test abbiamo usato Quake, un titolo che prevede sia la pressione simultanea di diversi tasti, sia una rapidità estrema e, a parte qualche problema iniziale dovuto all'elevata sensibilità, non si è verificato alcun problema.

Fiat lux

La grande particolarità delle tastiere K70 e K95, come abbiamo anticipato, è quella di avere un led indipendente per ogni tasto. Le luci sono rosse nella K70, che risulta decisamente più aggressiva, e bianche nella K95, dal look più elegante ma anche più "banale". La fonte luminosa è situata sopra a ogni switch e, come dicevamo, illumina indipendentemente ogni singolo tasto della tastiera, barra spaziatrice esclusa, consentendoci di programmare innumerevoli pattern luminosi attraverso i driver Corsair. Ma non è necessario ricorrere al software per sfruttare questa peculiarità delle due tastiere che sono dotate di preset generici. Purtroppo la K70 ne ha uno solo, che illumina i tasti WASD e le prime sei chiavi numeriche, mentre la K95 ne ha tre, ognuno dei quali può essere attivato con un tasto dedicato, da M1 a M3, posizionato nella parte alta della tastiera. Entrambe le tastiere hanno inoltre una modalità di base che illumina contemporaneamente tutti i tasti e sono dotate di un selettore che consente di spegnere tutto o di scegliere tra tre diverse intensità luminose. Purtroppo l'illuminazione dei tasti non risulta uniforme quando ci sono due elementi da illuminare sul medesimo tasto. Nel tasto Invio, per esempio, la freccia viene illuminata pienamente mentre la parola Invio solo per metà. Nonostante questo problema, relativamente importante, la resa estetica è ottima e chi, come ogni nerd che si rispetti, vive immerso nel buio della propria camera può contare su un valido alleato per trovare i tasti giusti anche in condizioni di visibilità pressochè nulle. Le due tastiere dispongono, come molti altri prodotti di questo livello, della tecnologia anti-ghosting che nel caso della K95 e della K70 consente di premere 20 tasti contemporaneamente senza che alcuno degli impulsi inviati venga smarrito o frainteso dal computer. Inoltre sono entrambe dotate di una porta USB ausiliaria e di un selettore meccanico che consente di cambiare il polling rate della tastiera per prevenire eventuali problemi di incompatibilità. I tasti, come abbiamo visto, poggiano su switch Cherry MX Red, famosi per l'elevata reattività e per la scarsa resistenza alla pressione. La sensibilità, come abbiamo ribadito più volte, può causare qualche problema, almeno nei primi giorni di utilizzo, ma la scarsa resistenza del meccanismo riduce il rischio di affaticare le dita e questo dettaglio può rivelarsi fondamentale nel caso di sessioni di gioco prolungate.

Il fascino dell'alluminio anodizzato

Le tastiere Vengeance non hanno monitor aggiuntivi, forme sinuose o colori sgargianti. Inoltre le scorciatoie multimediali sono ridotte al minimo e comprendono esclusivamente i controlli per gestire il playback dei media e per regolarne il volume. Questi, tra l'altro, sono incassati con grande precisione nella placca di alluminio anodizzato, altro vanto dei due prodotti Corsair. L'uso dell'alluminio anodizzato conferisce solidità, e peso, sia alla K70 che alla K95. Ma nel caso della K95 l'estrema robustezza della tastiera non si estende al tastierino extra, la cui scocca, purtroppo, è in plastica. Molto robusta, invece, la barra spaziatrice, che in entrambe le tastiere poggia su tre switch. Uno è quello vero, quello che manda l'impulso e che è posizionato al centro mentre gli altri due, laterali, sono fasulli e vengono sfruttati per aumentare la stabilità del tasto. Sempre restando nell'ambito della robustezza spicca il lussuoso controllo del volume dell'audio costruito in metallo e non possiamo non menzionare lo spesso cavo di collegamento ricoperto di tessuto, malleabile e non propenso a scomodi arricciamenti, che è connesso alla tastiera con un aggancio estremamente robusto e presumibilmente molto longevo. A questo dobbiamo poi aggiungere i piedini di sostegno, che si aprono lateralmente per aumentare la stabilità delle tastiere, e il poggiapolso sganciabile, leggermente troppo scivoloso ma decisamente stabile e comodo. Gli elementi rilevanti delle due tastiere, in sostanza, sono robustezza, stabilità ed eleganza e buona parte delle scelte di design è legata a questa filosofia che ci propone oggetti sobri e straordinariamente facili da pulire. I tasti, infatti, sono ben staccati dalla base e gli switch hanno un piccolo rialzo che impedisce alla polvere di insinuarsi nelle poche fessure. La superficie dei tasti è piuttosto ridotta ma grazie alla forma piramidale questi risultano ben separati l'uno dall'altro, cosa che riduce le possibilità di errore determinate dall'estrema sensibilità degli switch.

Gemelli diversi

La K70 e la K95 hanno la stessa struttura, gli stessi switch, il medesimo sistema di illuminazione dei tasti e un look molto simile. Ma ci sono alcune peculiarità rilevanti che determinano una netta differenza in termini di prezzo, dimensioni e peso. La Vengeance K95 primeggia in tutti e tre i casi e questo a causa dei 18 tasti aggiuntivi, anch'essi illuminati, che ci consentono di registrare ben 54 macro. Queste, tra l'altro, possono essere create direttamente sulla tastiera, senza bisogno di passare dal software, grazie al tasto Macro Record posto in alto a sinistra nella parte superiore della K95. Il risultato è un controller capace di salvare, direttamente nella memoria interna, un numero di comandi sufficiente per gestire un astronave e assolutamente adeguato alle necessità dei videogiochi più complessi. Non a caso, anche se la dicitura MMO si è persa nel passaggio dalla K90 alla K95, si tratta di una tastiera evidentemente pensata per gestire tonnellate di incantesimi e azioni. Al contrario la K70 è destinata agli FPS e, in generale, agli action. Non a caso, sebbene il poggiapolso studiato specificatamente per gli sparatutto della K60 sia sparito, anche nella confezione del nuovo modello troviamo una serie di tasti extra, di colore rosso, con cui è possibile sostituire quelli standard WASD e le chiavi numeriche da 1 a 6. I tasti sostitutivi, estraibili con un apposito strumento incluso nella dotazione della tastiera, sono resi ruvidi, e quindi riconoscibili al tatto, da un pattern a rombi rialzati che contraddistingue anche la barra spaziatrice. In sostanza la Vengeance K70 punta alla customizzazione fisica, che è particolarmente utile nel caso degli FPS, e rappresenta un buon compromesso per chi non ha bisogno di milioni di tasti e preferisce qualcosa di più contenuto nelle dimensioni e maneggevole. Inoltre il prezzo è di 129,99 dollari, che sono molti ma sono sempre meno dei 149,99 chiesti per la K95. Prezzi indubbiamente elevati, almeno considerando la mancanza di extra di rilievo, ma non così mostruosi se paragonati a quelli medi del mondo delle tastiere da gioco, settore in cui la serie Vengeance ha finalmente un peso effettivo grazie a due prodotti di qualità estremamente elevata. Non manca qualche difettuccio, tra cui spicca la disponibilità di modelli dotati esclusivamente di switch Cherry MX Red. Ma a quanto pare presto arriveranno delle varianti della K70 dotate di meccanismi Cherry MX Red e Brown.


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