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Corsica e vini: Domaine Vecchio

Da Vini&terroir

Massimo Dimarco parla di vini della splendida Corsica

Domaine Vecchio –  Chiatra di Verde, Castagniccia – Corsica.. Già solo la locazione mi fa tornare indietro in un sogno, in una delle più belle esperienze vissute, quando con la mia bici ho girato tutta l’isola e sostatomi un pomeriggio proprio in questo piccolo borgo sono entrato in una locanda e ho chiesto un bicchiere di vino locale.. Mi hanno servito un chiaretto.. Non so come e con quali uve fosse fatto so solo che mi è sembrato squisito, genuino, un succo    d’uva.. Pagai me ne andai, da allora chilometri in bicicletta ne ho percorsi ancora a migliaia ma il ricordo è ancora impresso e li nel cuore palpita ancora..

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Giovedì 1° Maggio mi sono recato al Salons des Vignerons di Cagnes sur mer, appena dopo Nizza, una manifestazione che si tiene annualmente e che raggruppa più di un centinaio di piccoli produttori di vino da tutta la Francia. Degustando, aggirandomi tra gli stands  ecco riapparire quello stesso nome..”Chiatra di Verde”..Non evoca un che di magico? Eppure è un borgo di 4 case sparute, una località che non so se arrivi a 200 anime.

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Mi sono fatto avanti mesto col mio calice  e presto tra me e Jerome, il produttore, un ragazzo sulla quarantina che rappresentava il proprio prodotto affiancato dalla moglie Florence, subito è scoccata quella scintilla che ha acceso la passione e l’interesse comune per il vino..
Ebbene Jerome mi ha spiegato di avere una tenuta a 40 m slm giusto ai piedi di quella regione boschiva e montagnosa de la Castagniccia, (Chiamata così perchè i Genovesi nel XVI° secolo l’avevano interamente piantata a castagni utilizzati poi per la costruzione di navi)..
Il vigneto è orientato  face a la mer, esposizione est, sud-est beneficia di un ottimo microclima con buone escursioni termiche dovute all’influenza delle brezze marine e alla montagna vicina; suolo argillo scistoso, 10 ha coltivati a filari di Vermentino, Chardonnay, Cabernet sauvignon, Syrah e Minustellu.. E una seconda tenuta questa posta a 200 m slm,  coltivata interamente a Nielucciu, con suolo scistoso.. Con le uve di questa tenuta viene prodotto il Cuvée Melusine, del quale vi scriverò più avanti..

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Terra lavorata  con la fatica e il sudore, vinificazioni artigianali, rudimentali, senza voler investire di alcun senso negativo questo termine, ma usato solo per cercare di rendere l’idea di un vino che viene fatto macerare in tini scoperti, e che 4 volte al giorno si va a smuovere e reimmergere il cappello formato dalle vinacce con un bastone, o direttamente vi si entra e lo si rimesta con i piedi, il prodotto dell’uomo e della sua terra.

E il risultato è un vino che è davvero capace di parlare di chi lo fa, e della regione di cui è.

Otto Jerome me ne ha fatti degustare ma due in particolare mi hanno stregato:

Il VERMENTINU (100% Vermentino), autentica espressione del proprio territorio.

Al naso esprime delicate note di agrumi e fiori, ed un distinto filo conduttore che rivela la sua anima corsa, la montagna sul mare, intreccio caratterizzante delle numerose erbe aromatiche mediterranee.

In bocca colpisce subito il corpo di questo vermentino, la morbidezza e la struttura seguite da una giusta freschezza e una bella sapidità. Un’interessante complessità, e una sapida vivacità..

Davvero sembra potervisi percepire lo sciabordio del mare e le sferzate del vento che porta seco salsedine, il frinire delle cicale, delle notti stellate, gli aromi del Maquis, il mirto, il ginepro, l’alloro e ciò senza nemmeno voler fare troppo della poesia, ciò davvero la ritrovate in bocca nell’assaggiare questo vino.

Se c’è una cosa che adoro nel vino, nel mondo del vino in generale, è la varietà,  pensare che non c’è mai un vino uguale ad un altro e questo è stato davvero fare una nuova esperienza e fare la conoscenza di un autentico vino corso..

La stessa azienda produce un vermentino affinato in barriques di quercia americana, in cui le note tostate sono evidenti e predominanti. Un vino dal corpo grasso, pesante con intense note boisé e minerali. Nonostante la grande morbidezza mantiene comunque una buona freschezza.

L’altra tipologia in cui viene prodotto il vermentino è un muffato, di nome BEAUTRYTIS, un vino unico in Corsica elaborato da un vermentino vendemmia tardiva che solo in alcune annate riesce ad essere “attaccato” da nobile muffa…

Una bella dolcezza caratterizzato da aromi di albicocca disidratata menta e verbena, dolce non adeguatamente suppurtato dalla controparte fresco sapida e perciò a mio o avviso un po’ stucchevole e stancante.

L’altro vino rivelazione del quale mi sono innamorato:

CUVÉE MELUSINE 2009, 100% Nielucciu, la versione corsa del sangiovese..

Splendido, un vino teso, fresco, lungo e sapido .. Un tannino vigoroso e fitto un corpo molto ben serrato e poderoso, naso intenso e dolce, profondo e ampio, un vino spettacolare in cui purtroppo  stona un’intensa nota tostata data anche qui dall’uso di barrique americana, una nota che sta li come un chiodo conficcato nel cuore di questo splendido vino.. Una persistenza infinita, un vino di grande estrazione che credo possa avere una lunga vita avanti a se, e che spero strada facendo riesca ad accordarsi meglio col proprio legno.. Sei settimane di macerazione in tini di plastica con follature manuali e giornaliere, corredo aromatico che offre prugna secca, liquirizia, ribes nero, ciliegia marasca, violetta e cardamomo, eccezionale vorrei tanto averne una gran scorta in cantina e stapparne in continuazione, non solo perché  non mi stancherebbe, ma anche per saggiarne l’evoluzione.. Uno di quei vini per me epici, da annotare nel mio palmarés..


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