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Cosa è perverso? - Appunti su E.A. Poe

Creato il 22 dicembre 2014 da Stupefatti
Cosa è perverso? - Appunti su E.A. PoePerversità è fare qualcosa di deliberatamente dannoso verso sè stessi. Il serial killer che deliberatamente ma inconsapevolmente dissemina il luogo del delitto di indizi perché vuole essere scoperto.Il bambino che si mette in un angolo e dice tutte le parolacce che conosce. Che sputa a terra senza essere visto, perché sa che è una cosa sbagliata, per il piacere di provare senso di colpa.Si cerca la liberazione del senso di colpa compiendo un’azione che provoca senso di colpa. Liberarsi di qualcosa affrontandolo, col rischio di restarne intrisi per sempre, invischiati definitivamente.Pochi hanno il coraggio di parlare di questa melma oscura della volontà. Forse solo chi non ha niente da perdere e non tiene conto della propria autoconservazione. E cerca nell’arte la liberazione dalle paure, gettandosi a capofitto senza rete in tutto ciò di cui si ha paura, per trascendere o affondare definitivamente. Come Edgar Allan Poe. (1)

Note1) Un brano da "Il Gatto Nero" di Edgar Allan Poe: "Lo spirito di perversità. Di tale spirito, la filosofia non si cura. Pure, non son così certo che la mia anima vive, come son certo che la perversità è uno degli impulsi primitivi del cuore umano – una delle inscindibili facoltà primarie, o sentimenti, che governano il carattere dell’uomo. Chi non s’è sorpreso cento volte a commettere un’azione vile o sciocca per nessun’altra ragione, se non perchè sapeva che non avrebbe dovuto?Non abbiamo forse una perpetua inclinazione, a dispetto del nostro miglior discernimento, a violare ciò che è Legge, puramente perchè comprendiamo che è tale?Questo spirito di perversità, ripeto, comparve per la mia sconfitta finale. Soltanto questa insondabile brama dell’anima di tormentare se stessa – di violentare la sua propria natura – e di fare il male pel solo amore del male – mi costrinse a continuare, e, finalmente, a consumare il supplizio che avevo inflitto alla bestia inoffensiva.Una mattina, a sangue, freddo, gli feci scivolare al collo un cappio, e lo impiccai a un ramo d’un albero; – lo impiccai con le lacrime che mi scorrevan dagli occhi, e col più amaro rimorso nel cuore; lo impiccai perchè sapevo che m’aveva amato, e perchè sentivo che non m’aveva dato alcun motivo d’offesa; lo impiccai perchè sapevo che, facendo così commettevo un peccato – un peccato mortale che avrebbe compromesso la mia anima immortale, al punto di sottrarla, se tal cosa è possibile, persino all’abbraccio del Dio Misericordioso e Più Terribile".

2) Immagine: Harry Clarke’s Haunting 1919 Illustrations for Edgar Allan Poe’sTales of Mystery and Imagination

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