Cose da fare e da non perdere a Madrid: una guida tra luoghi storici e moderni

Da Rottasudovest
Quali sono le cose che un turista a Madrid non dovrebbe perdersi? Il blog Secretos de Madrid, impegnato a raccontare i volti nascosti della capitale spagnola (imperdibili le fotografie storiche che pubblica, a cominciare da una plaza Mayor di inizio del XX secolo, con giardini al centro e tram intorno), ne individua una cinquantina. Di queste, alcune mi sono molto note e le condivido, altre le aggiungo per il prossimo viaggio madrileno.  Uno dei suggerimenti è camminare sugli affollati marciapiedi della Gran Via. E' una delle vie più belle di Madrid, per me è la via madrilena per eccellenza, con i suoi maestosi edifici di inizio XX secolo e queste atmosfere newyorkesi che imita, mantenendo però l'impronta spagnola; oggi ospita ogni genere di negozi, dalle grandi catene della globalizzazione, con quelle di casa, Zara e Mango in testa, agli storici locali frequentati da Ava Gardner ed Ernest Hemingway (e dalla Gran Via parte Fuencarral, una delle vie dello shopping predilette da turisti e madrileni, con i suoi negozi alternativi, i suoi stilisti e le solite catene di negozi internazionali, fino ad addentrarsi nel cuore di Chueca, il quartiere rivitalizzato dalla comunità omosessuale). La Gran Via, sostengono i madrileni, non dorme mai, ed è vero, il traffico è impaziente a ogni ora del giorno e della notte. Ma c'è un'ora magica, poco dopo l'alba, in cui è solo di se stessa. Appare deserta, con la luce rosata del primo sole, quasi nessuna vettura in circolazione, e una nebbiolina leggera che risale dalla calle de Alcalá, verso Callao. Se potete, datele un'occhiata in quei momenti.  Il tramonto, invece, è del Tempio de Debod, un fascinoso tempietto egizio regalato alla Spagna dall'Egitto in segno di ringraziamento per le sue missioni archeologiche. E' stato rimontato al fondo di uno specchio d'acqua, che rende la sua presenza ancora più scenografica; e alle sue spalle c'è la Casa del Campo, il grande polmone verde al di là del Manzanares: se ci si affaccia alla balconata che la guarda, si notano, sulla sinistra, la mole del Palazzo Reale e della Cattedrale dell'Almudena, a poca distanza. Il tramonto, dal Tempio di Debod, si riempie di colori magici, soprattutto in questa stagione, che esalta i gialli e i rossi delle foglie. Atmosfere magiche che si ritrovano in centro, nella Madrid de los Austria, il quartiere che sorge intorno alla plaza Mayor, fatto di architetture castigliane di ferro battuto e alte finestre e di stradine che scendono verso piazzette animatissime; il consiglio è di camminare senza una meta precisa, seguendo prospettive, architetture, salite e discese, viuzze, botteghe, volti, chiacchiere, murales. Io ho sempre l'impressione, soprattutto nelle ore meno affollate, che da qualche pesante portone di legno si possa veder entrare o uscire, sfuggente, il mantello del capitan Alatriste; un'impressione che Secretos de Madrid suggerisce in plaza de la Villa, la deliziosa piazzetta affacciata sulla calle Mayor, su cui si affaccia quello che fino a pochi anni fa è stato l'edificio del Comune. Sulla stessa strada si affaccia, a poca distanza, il Mercado de San Miguel, collocato in una struttura ottocentesca di vetro e ferro: i suoi banchi e i suoi locali sono la delizia dei palati dei buongustai in cerca di sapori madrileni, castigliani e delle fusion che, a volte, vengono proposte con le cucine sudamericane. La Madrid de las Letras, poco oltre, offre la capitale dei caffè letterari, dei teatri, degli artisti, fermarsi ai tavolini all'aperto di uno dei locali della bella plaza de Santa Ana, ascoltando conversazioni in tutte le lingue del mondo, può dare un'idea dello spirito di questo quartiere, le cui origini si perdono tra i poeti e le disfide del Siglo de Oro (una buona idea di quella Madrid, potete trovarla anche nell'ultimo libro di Ildefonso Falcones, La reina descalza). A poca distanza sorge il centro nevralgico della Madrid di quell'epoca, la Plaza Mayor, una piazza chiusa dall'architettura omogenea in cui confluiscono, sotto le sue arcate, ben dieci vie; lasciando perdere i saltimbanchi e i camerieri dei numerosissimi ristoranti in cerca di turisti e clienti, la vera attrazione della piazza, è la sua magnifica architettura rossa e castigliana, uno dei luoghi di Madrid che rimangono più in mente. Insieme a un'altra piazza, poco distante, la Puerta del Sol. Non si può andare a Madrid senza passare per queste due storiche piazze. La Puerta del Sol è oggi l'ombelico di Madrid, impossibile resistere alla tentazione di raggiungere il suo centro e guardarsi tutt'intorno, a 360°, e vedere le folle di madrileni e turisti che salgono verso Preciados, la via dello shopping, scendono verso la calle de Alcal á, in direzione della plaza de la Cibeles che si spingono verso la calle Mayor o l'Arenal, che si dirigono verso il Palazzo Reale e la Cattedrale; impossibile resistere alle nuove architetture della Stazione di RENFE e alle storiche architetture del Palazzo del Correo, oggi sede della Regione di Madrid; impossibile resistere alla curiosità verso la concentrazione di persone che c'è sempre, sia per qualche protesta davanti alla Regione, per le celebrazioni di qualche festa nazionale latinoamericana, per qualche meeting di giovanissimi. La Puerta del Sol è lo spirito aperto, tollerante e accogliente di Madrid.  Una Madrid che ha avuto un sogno spezzato dalla crisi economica e che però è ancora lì, a segnare il suo skyline: le quattro torri al fondo di Chamartin, nei pressi della stazione di RENFE. Dovevano essere il fiore all'occhiello del trionfo immobiliare della capitale, sono oggi, svettanti e orgogliose nel cielo spagnolo, simbolo di una follia costata la peggiore crisi economica della storia recente. Si vedono dagli aerei che atterrano a Barajas e dai treni che arrivano dalla Castilla y León, come un annuncio della vicinanza della capitale; raggiungerle per visitarle è facile: c'è al stazione del metro a Castilla, da cui distano il tempo di una bella passeggiata (e in più si possono ammirare le famose torre pendenti immortalate da Almodóvar e de la Iglesia in vari film, e la colonna dorata di Calatrava, tutti simboli della Madrid sprecona della democracia), o la Stazione di Chamartin, da cui si raggiungono 'a vista'. C'è un'altra visita madrilena tutta da scoprire e ricca di fascino, per un pomeriggio rilassante: una passeggiata lungo il Manzanares, nel Madrid Rio, una sorta di parco attrezzato, sulle rive del fiume, da cui guardare le torri della Madrid storica, ammirare le aree a giardino, dare un'ultima occhiata al Vicente Calderón, lo stadio dell'Atlético Madrid destinato alla demolizione, seguire le architetture del Matadero, l'antico macello trasformato in inquieto Centro Artistico, attraversare i nuovi, moderni ponti pedonali costruiti ad hoc e lasciarsi affascinare dai ponti storici, come quello di Toledo, con le sue prospettive imperiali, chiusi dalla Puerta de Toledo (gli architetti del passato sì, che sapevano dare idea del potere, nelle loro rappresentazioni). Ci sono più gli angoli più nascosti e segreti di Madrid, che sfuggono al turista in visita veloce, ma che a volte è meglio inserire nella propria agenda, più di un Museo o di una chiesa. Per esempio. Guardare Madrid dalla teleferica che l'attraversa, dalla zona della Moncloa; curiosare nel Giardino segreto di Hermosilla 26, nel Barrio de Salamanca, il quartiere più chic e prediletto per lo shopping dalle signore dell'alta società; godersi il silenzio nel Parque de las Vistillas o, sempre in un parco, cercare la Statua dell'Angelo Caduto nel Parque del Retiro; godersi il Pasadizo de San Ginés, un angolo da letteratura, con libreria e churrería. Non basta una solita visita a Madrid per godersi tutte le proposte, ma se volete dare loro un'occhiata e controllare cosa avete fatto e cosa vi resta da fare nella capitale spagnola, ecco il link del post di Secretos de Madrid.


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