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Cosmopolis – Don DeLillo

Creato il 05 luglio 2012 da Maxscorda @MaxScorda

5 luglio 2012 Lascia un commento

Cosmopolis - Don DeLillo
Non avevo bisogno del film di Cronenberg per leggere DeLillo ma e’ innegabile che l’uscita del film abbia dato una spinta acceleratrice verso un libro rimasto a lungo in coda di lettura.
Eric Packer e’ uno dei nuovi padroni della Terra, un giovane miliardario in dollari il cui ineguagliabile genio ha procurato successo e potere ben oltre ogni razionale comprensione. Nel giorno in cui tutto il suo patrimonio e’ in gioco, in una New York paralizzata dall’arrivo del Presidente degli Stati Uniti e dalle proteste anarchiche contro il sistema tutto, egli decide di attraversare la citta’ per andare a tagliarsi i capelli e nulla varra’ a farlo desistere dalla sua idea.
Che DeLillo rappresenti uno dei piu’ attenti osservatori della societa’ statunitense e non solo, non e’ un mistero, semmai e’ il metodo che lo rende unico.
Egli focalizza le minuzie lasciando che la somma dei frammenti componga l’insieme, svelando sapientemente, particolari normalmente inosservati.
I suoi personaggi viaggiano su una linea dimensionale diversa e paiono sfiorare la superficie delle cose per meglio comprenderne la consistenza e amplificare la sensazione del tatto. L’Eric Packer di "Cosmopolis" e’ un apparente epigono dei ricchi e amorali protagonisti di Easton Ellis e come loro sfugge dall’apatia attraverso improvvisi picchi scomposti e adrenalinici eppure torna nella tradizione dell’autore attraverso un fine che gli altri sembrano non avere, un percorso gia’ tracciato che affonda le radici nella storia del personaggio, talvolta anche da prima, per trovare conclusione nelle pagine del romanzo. Che si tratti di un viaggio, e’ palese sin dalle premesse, che vi sia una ricerca ed una scoperta che esattamente come il "rosebud" di Charles Foster Kane si pone a sigillo di una intera vita, lo si capisce dal problema infine impossibile dal risolvere.
Impossibile perche’ nel preconcetto molto wachowskiano, e’ l’imperfezione a renderci umani nell’esaltazione dell’Essere e non come limite e se Dio ci ha creati imperfetti non e’ per sottrarci divinita’ ma nel renderci padroni di una Natura essa stessa imperfetta e asimmetrica.
La simmetria nel mondo reale e’ pura astrazione, inapplicabile nel concreto eppure come novelli Icaro ci si protende verso di essa fintanto che un sole anarchico e confuso riporta a terra, pagando caro il prezzo per l’ambizione insana di toccare le stelle. Eric le stelle e’ riuscito a toccarle e la storia presenta il conto perche’ bisogna saper tendere all’imperfetto, pena la fine di ogni gloria
Non il miglior DeLillo, certamente uno dei piu’ leggibili.
Dimenticavo, ottimo per Cronenberg.


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