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Cosmopolis s01e04 – S

Creato il 22 aprile 2013 da Signorponza @signorponza

Commentare i funerali del Partito Democratico l’elezione del Presidente della Repubblica è un’impresa ardua, soprattutto perché se ne potrebbe parlare per pagine e pagine. Ma siccome è lunedì, la farò breve.

Ho deciso quindi di concentrarmi sul partito più amato dai franchi tiratori e sull’uomo chiamato Carisma che lo guida: rispettivamente il PD e Pierluigi Bersani. Per descrivere il ruolo che hanno avuto in questi giorni durante gli avvenimenti che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano, farò ricorso a una raffinata metafora.

Praticamente alcuni miei amici mi hanno riferito che esiste un genere di film, piuttosto facilmente reperibili su internet, che si chiama “porno”. Inoltre, mi hanno spiegato che esiste una sottocategoria di questa tipologia di film che si chiama Slave & Master, anche conosciuta come S&M (ed è subito Rihanna feat. Britney). Praticamente significa che durante il rapporto ci sono dei ruoli stabiliti, per cui c’è chi è dominante e assume il ruolo di Master, mentre chi è sottomesso assume il ruolo di Slave. Ed è quindi il Master che ha il controllo completo su quello che si fa, mentre lo “schiavo” subisce in silenzio.

Pierluigi Bersani e il Partito Democratico sono riusciti ad entrare a Monte Citorio (cit. di un deputato del Movimento 5 Stelle) con tutte (o quasi) le carte in mano per essere Master e ne sono usciti da Slave che più sottomessi non ce n’è. In particolare la gigantesca figura di merda il calvario del PD si è articolato in diverse fasi.

FASE 1 – FRUSTINO

Hanno proposto Franco Marini, di intesa con il centrodestra, provocando lo scontento dei militanti della base e soprattutto la spaccatura interna al partito che non ha votato il nome proposto dal Segretario. Ci si è fatti del male, ma è solo l’inizio.

Frustino

FASE 2 – LEGATO AL LETTO E BENDATO

Nel mezzo del caos, il PD ha subìto passivamente la strategia del Movimento 5 Stelle. Il gruppo parlamentare più simpatico e frizzante di Camera e Senato ha infatti proposto e votato il nome di Stefano Rodotà, persona scelta dalla rete (ben 40.000 voti, che se tutto va bene il prossimo sondaggio di #AskFabry ne raccoglierà di più) e storicamente legato alla sinistra. Ovviamente il tormentone di questi giorni è stata la domanda, rivolta agli esponenti PD, “perché non votate Rodotà?”. La risposta non l’ha saputa dare praticamente nessuno e chi ci ha provato a darla ha avuto lo stesso successo che avevo io durante le interrogazioni di filosofia. In questa fase il PD appariva già immobile e senza più controllo sulla situazione.

Legato al letto

FASE 3 – INCAPRETTAMENTO E PALLINA IN BOCCA

Il gruppo parlamentare del Partito Democratico, dopo il fallimento del tentativo sul nome di Franco Marini, vota all’unanimità la proposta del nome di Romano Prodi (sperando di strizzare l’occhio anche al Movimento 5 Stelle, visto che si trattava di una delle persone indicate dal “popolo del web”), sul quale far convergere tutti i propri voti e sperare di recuperarne una decina in aula. Insomma, i numeri erano finalmente dalla parte del PD e della sua ritrovata unità. Ma è proprio in questo momento che nell’emiciclo si è issata una gigantesca scritta luminosa e lampeggiante: “EINVECE”. Infatti anche il tentativo Prodi fallisce miseramente, visto che oltre 100 parlamentari del Partito Democratico votano diversamente dalle indicazioni. Le conseguenze sono lo psicodramma collettivo e le dimissioni del segretario Bersani. L’umiliazione è una caratteristica fondante di questa fase.

Pulp Fiction

FASE 4 – DEPRIVAZIONE SENSORIALE

Il capolavoro finale. Incapace di trovare una qualsiasi parvenza di unità e di proposta credibile, Bersani (d’accordo con PDL, Lega e Scelta Civica) decide di salire al Colle, dove Giorgio Napolitano stava chiudendo gli ultimi scatoloni e si era già infilato le infradito, per implorare il Capo dello Stato di accettare un nuovo mandato come Presidente della Repubblica. Il risultato è che Napolitano oggi giurerà per il suo secondo mandato.

Berlusconi vs Bersani

Insomma, tutti possono dirsi vincitori: il PDL che non vede eletto un uomo ostile a Berlusconi, Scelta Civica che ha sempre apprezzato Napolitano, così come la Lega, ma anche il Movimento 5 Stelle che ha potuto gridare al golpe e ribadire gli sterili commenti sul mancato rinnovamento delle istituzioni. L’unico sconfitto è il Partito Democratico. D’altronde, come recita Wikipedia:

essere slave è la forma più estrema di sottomissione e consiste nel far dono di sé al soggetto dominante, che in tal caso può essere una Mistress (padrona) o un Master (padrone), rinunciando in modo totale a qualunque forma di parità.

[Le puntate precedenti di Cosmpolis]


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