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Costituzione: il governo consulta i cittadini... a loro insaputa!

Creato il 19 luglio 2013 da Afrodite
L'argomento non è di quelli propriamente estivi. Niente a che vedere con i quiz a sfondo sentimental-erotico prediletti da bagnanti annoiati sotto l'ombrellone.
E proprio questo è il punto: perché lanciare una consultazione pubblica sulle Riforme costituzionali (http://www.partecipa.gov.it/consultazione.jsp) quando molte persone sono in vacanza o comunque con la testa rivolta a tutt'altri pensieri?
Per non parlare della chiusura delle scuole. Una consultazione corredata da materiali informativi e dotata di glossario esplicativo si presterebbe ottimamente a essere utilizzata nelle scuole medie e superiori sotto la guida degli insegnanti.
E invece no. Come tante, troppe volte in questo Paese si mettono in campo anche iniziative lodevoli, ma con modalità che sembrano studiate appositamente per decretarne il fallimento.
Partita in sordina ai primi di luglio, la consultazione sarà attiva fino all'8 di ottobre.
In quanti parteciperanno, considerata anche la scarsissima diffusione di informazioni al riguardo?
Eppure, lo ribadisco, l'iniziativa in sé è lodevole e anche ben congegnata.
Due i questionari previsti: uno breve, che pone 8 quesiti di base su Presidente della Repubblica, Governo e Parlamento, Strumenti di democrazia diretta e Autonomie territoriali; un altro più lungo (sono 14 domande) e articolato che invita ad approfondire gli stessi argomenti proposti nel primo.
I risultati della consultazione saranno poi analizzati e aggregati in un report, a cura di un Comitato scientifico; successivamente verranno acquisiti e analizzati dal Comitato dei "saggi" che si occupa di riforme costituzionali e consegnati alla presidenza del Consiglio.
Perché una consultazione pubblica sulle riforme costituzionali, si chiedono i promotori?
"Perché è fondamentale avere indicatori utili a valutare l'orientamento complessivo degli Italiani verso il tema pubblico per eccellenza", si legge nella pagina di presentazione dell'iniziativa.
Già: ma se è così fondamentale l'opinione degli Italiani, perché richiederla quando gli stessi si trovano a mollo in mare o anche solo nella piscina comunale per rinfrescare le accaldate membra?
Tanto più che circa la metà dei nostri connazionali, e di questo gli autori della Consultazione sembrano esserne consapevoli, non sono propriamente predisposti a utilizzare le tecnologie come il termine "digital divide" ci ricorda.
E allora, per favore, allunghiamo i termini della consultazione in modo che almeno le scuole possano utilizzarla a scopi didattici.
E poi cerchiamo di mettere in grado di partecipare anche gli adulti "inabili", con campagne promozionali e quant'altro.
Altrimenti sono solo byte (e tempo) sprecati.
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