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Credere negli altri, credere in se stessi

Da Marta Saponaro
CREDERE NEGLI ALTRI, CREDERE IN SE STESSI
Da sempre la nostra società ha una connotazione razziale. Quante volte abbiamo assistito a gesti offensivi, oppure siamo stati testimoni di parole dure e denigratorie nei confronti di una persona che non rispecchia i canoni classici. Ci siamo attaccati al colore della pelle, alla credenza religiosa, al luogo di nascita, all'appartenenza di una classe sociale senza poi dimenticare la diversità psicofisica.
Per sentirci protetti abbiamo costruito ghetti, abbiamo inventato il concetto di razza abbiamo rinchiuso le persone che presentavano diversità fisiche o psichiche nei manicomi o nelle proprie case.Partendo dal Medioevo coloro che nascevano con un deficit veniva  definito "monster natura" e colei che gli aveva donato la vita,  poiché era ritenuta colpevole di aver creato un abominio, era punita con la morte. Nel 1800 queste persone erano definite selvagge e si pensava che la causa di questa malattia fosse l'ambiente in cui nasceva. Nel Vangelo l'handicap era visto come frutto del peccato e colui che ne era affetto era un peccatore bisognoso di essere salvato. Nel 1900 i nazisti, prima di iniziare ad uccidere nelle camere a gas gli ebrei, applicarono l'eutanasia ai disabili e agli handicappati mentali. Infatti credevano fermamente che queste persone, poiché incapaci di produrre, erano solo un grosso peso economico per la società, solo bocche in più da sfamare misero, per tanto,  in pratica lo sterminio.
Il disabile, poiché visto e vissuto da chi è "normale" diverso, che porta con se la malattia  e l'anormalità nelle famiglie aristocratiche veniva rinchiuso per vergogna. Questo sentimento è stato presente molto a lungo e si è incarnato nella società acuendo la discriminazione e l'emarginazione. I disabili psichici, poi, ebbero sorti peggiori. Il più delle volte erano considerati soggetti irrecuperabili e pericolosi e così finivano nei manicomi dove subivano trattamenti indicibili. Oggi le cose stanno cambiando e si stanno abbattendo alcuni pregiudizi così queste persone non sono più invisibili o addirittura dei pesi. Pian piano devono acquistare il loro giusto posto, quello che gli spetta e che è dovuto e devono essere considerati dei valori aggiunti alla società
Ma poi c'è un'altra questione che desidero proporre ossia il concetto di autostima di credere nelle proprie potenzialità, di osare, di buttarsi perché solo così possiamo abbattere le barriere che da soli ci siamo costruiti e dietro alle quali ci nascondiamo.
L'insicurezza, la disistima, la paura degli altri, la timidezza troppo spesso ci bloccano e lo dice una che da sempre soffre di questo. Io per prima dovrei essere più audace e non fermarmi sul ciglio di una strada ma buttarmi a capofitto.
Bene o male anche il fatto di aprire un blog per me è stata una decisione travagliata. Era da tempo che meditavo e mi domandavo se avere o no un luogo dove esporre le mie opinioni e le convinzioni avrei saputo gestirlo al punto da attirare altra persone così da creare uno scambio ideologico. Ad un certo punto ho iniziato non sapendo dove andavo e, ad essere sincera, ancora oggi sto percorrendo questo cammino senza ben sapere quale sarà la meta. Ma solo il fatto di ricevere delle risposte, positive o negative non ha importanza, mi ha dato coraggio di continuare. Bene o male un pensiero lo suscito qualcuno con il mio scritto si è soffermato a pensare su un determinato argomento e questo è gratificante al massimo. 
Ora vi lascio alla visione di questo cortometraggio che è ricco di messaggi, stupendo perché ci porta a riflettere su svariati argomenti questi che ho proposto sono solo alcuni se a voi suscita altri pensieri non esitate potete intervenire ho anche inserito un angolo, sulla parte destra della pagina, per le chat. 
Buona visione  THE BUTTERFLY CIRCUS

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