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Crisi greca, se la medicina uccide il malato

Creato il 18 febbraio 2012 da Thefreak @TheFreak_ITA

Farmaco deriva da pharmacon, rimedio, medicina, ma anche veleno. Presso gli antichi era così chiara l’ambiguità dei farmaci che il mondo greco l’aveva, per così dire, istituzionalizzata nel mito di Asclepio (Esculapio),  che viene sempre rappresentato con uno o due serpenti che ricordano, forse, l’origine e l’ambivalenza dei suoi poteri.

Non occorre troppa fantasia per connettere la doppia faccia etimologica con un dualismo di misure ed effetti diventato irrimediabilmente antitetico.

Sono mesi che la Nazione si trova sotto i riflettori per  le pesanti misure adottate dalla Troika ( BCE, FMI, UE) e per le proteste che gradualmente si sono inasprite fomentando il risentimento e la rabbia di una popolazione ridotta sul lastrico.

Lunedì, la UE ha sbloccato gli aiuti alla Grecia anche se per una somma inferiore ai 130 miliardi promessi. Molti affermano “l’ importante è allungarne l’agonia”. Ancora non è tutto pronto per il default, con un nuovo rinvio sulla pelle di gente sempre più disperata. Neonati denutriti perché i genitori non sono più in grado di alimentarli a sufficienza; bambini che in classe arrivano senza il pranzo e dicono di esserselo dimenticato e insegnanti che cercano disperatamente di rimediare cibo per i loro alunni che fanno la fame. Intanto negli ospedali i pazienti pagano bustarelle ai medici pur di essere curati, e le grandi case farmaceutiche iniziano a sospendere il rifornimento di farmaci.

Non è un film, né un reportage da un paese del terzo mondo. Siamo a pochi chilometri da casa nostra.

Prima della nascita della moneta unica, la Grecia era una nazione lontana dal pericolo di default, con un turismo punta di diamante ed un solido settore pubblico. La principale causa della crisi può essere ritrovata nello scontro tra l’entrata dell’Euro e l’aumento dei salari pubblici. Questi eventi combinati infatti hanno mandato in tilt lo Stato, che non ha ben calcolato quindi, la differenza sostanziale tra l’aumento di uno stipendio di 500 Euro invece che di 500 Dracme.
Non è stato solamente l’aumento esponenziale dei salari pubblici a far crollare l’economia: l’età pensionabile è molto più bassa della media Europea; c’è anche da dire che oltre all’età pensionabile relativamente bassa, la Grecia ha sempre concesso  agevolazioni e benefici fiscali molto più alti rispetto agli standard Europei. Ma le cause della crisi non sono finite: una massiccia evasione fiscale ed un calo nel settore turistico, hanno fatto il resto, trascinando il Paese nel baratro. Per non parlare dei bilanci truccati presentati in sede di valutazione UE.

Con il crollo della borsa il Parlamento è  stato costretto a  chiedere immediatamente sostegno al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Centrale Europea e all’Unione Europea.La Grecia avrebbe dovuto ricevere aiuti per più di 130 miliardi di Euro per salvarsi. Il Governo quindi ha tentato di vendere il proprio debito pubblico, come i mutui subprime che negli Usa venivano riconfezionati e rivenduti una seconda volta per tutto il continente.

Con cinque manovre consecutive di lacrime e di sangue per  lavoratori, pensionati, disoccupati, i governi greci hanno accettato tutti i diktat che gli sono stati imposti dalla Bce, dall’Unione Europea e dal Fmi, ma sarebbe più giusto dire dal governo della Germania e dalle banche e multinazionali tedesche. Due manovre nel 2010, due manovre nel settembre 2011 ed infine quella approvata pochi giorni fa, che aggiunge nuove pesantissime misure – altri 3,3 miliardi di tagli -  alle conseguenze di quelle precedenti. La disoccupazione è salita al 20%, il 27,7% della popolazione  – e si arriverà a breve al 30% – è a rischio povertà o esclusione sociale. Sono state tagliate le pensioni di anzianità e cancellata la reversibilità; il pubblico impiego è stata la vittima più sacrificata, ridotti gli stipendi, 13^ e 14^ quasi del tutto scomparse. Licenziamento immediato per 15.000 dipendenti pubblici, dopo che già 30.000 impiegati erano stati posti in mobilità  dal settembre scorso. Salario minimo lordo decurtato a 580 euro.

Eppure non basta, non basta ancora, e i governi del direttorio franco-tedesco si rivelano peggiori di ogni immaginazione.

“La Grecia non deve fallire” ripetono  funzionari e politici giustamente paragonati ad gli avvoltoi che continuano a spolpare un Paese ed un popolo ridotti allo stremo. I greci sanno infatti che a fallire saranno loro. Il 20 marzo scadranno le obbligazioni per un totale di circa 14 miliardi di euro, che il governo al momento non può rinnovare.

CRISI GRECA, SE LA MEDICINA UCCIDE IL MALATO


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