Ci sono alcuni momenti così difficili che, pur amando il Signore e desiderando immensamente la sua presenza, il suo contatto, non si ha nemmeno la forza di pregare, almeno con le formule che la Chiesa propone. L'attenzione non c'è più, si fatica a mantenere la mente su ciò che si dice e si ha quasi l'impressione di sprecare le parole. È un momento di purificazione intensa, è l'ora della croce, della sofferenza intensa, senz'alcuna consolazione...La croce stessa, allora, diventa preghiera. Si comprendono appieno le parole che Benedetta Bianchi Porro sentì da una sua amica: la croce è quando sei spogliato di tutto, anche della tua stessa forza di combattere i tuoi difetti, affinché tu comprenda che non sei tu ad agire nel tuo spirito, ma è Dio stesso. La croce, sebbene Dio sembri assente, diventa la contemplazione suprema del suo mistero d'amore, diventa preghiera e tensione all'eternità. Non servono le parole, sei spogliato persino di quella consolazione. Infatti, quante volte pure la nostra preghiera è intrisa di amor proprio o almeno di una ricerca di consolazione?
La consolazione serve ai nostri sensi, per invogliarci ad accostarci a Dio, ma Egli talvolta permette quest'aridità estrema per farci comprendere che è il suo amore che ci santifica.
Quanti esempi luminosi di santi, morti in giovane età che hanno saputo fare della loro malattia quell'olocausto d'amore, passando per un'aridità intensa!
Magazine Spiritualità
Ci sono alcuni momenti così difficili che, pur amando il Signore e desiderando immensamente la sua presenza, il suo contatto, non si ha nemmeno la forza di pregare, almeno con le formule che la Chiesa propone. L'attenzione non c'è più, si fatica a mantenere la mente su ciò che si dice e si ha quasi l'impressione di sprecare le parole. È un momento di purificazione intensa, è l'ora della croce, della sofferenza intensa, senz'alcuna consolazione...La croce stessa, allora, diventa preghiera. Si comprendono appieno le parole che Benedetta Bianchi Porro sentì da una sua amica: la croce è quando sei spogliato di tutto, anche della tua stessa forza di combattere i tuoi difetti, affinché tu comprenda che non sei tu ad agire nel tuo spirito, ma è Dio stesso. La croce, sebbene Dio sembri assente, diventa la contemplazione suprema del suo mistero d'amore, diventa preghiera e tensione all'eternità. Non servono le parole, sei spogliato persino di quella consolazione. Infatti, quante volte pure la nostra preghiera è intrisa di amor proprio o almeno di una ricerca di consolazione?
La consolazione serve ai nostri sensi, per invogliarci ad accostarci a Dio, ma Egli talvolta permette quest'aridità estrema per farci comprendere che è il suo amore che ci santifica.
Quanti esempi luminosi di santi, morti in giovane età che hanno saputo fare della loro malattia quell'olocausto d'amore, passando per un'aridità intensa!
