Si è appena conclusa l’undicesima edizione
di una delle più grandi e storiche mostre di giardinaggio del panorama italiano.
Murabilia è il primo ed atteso appuntamento che inaugura la stagione vivaistica autunnale.
Quest’anno con la calma data dalle due giornate che le ho potuto dedicare, ne ho gustato appieno l’essenza condividendo e raccogliendo anche le sensazioni dei visitatori, degli espositori ed in parte degli organizzatori.
Indubbia la completezza dell’offerta botanica che copre ogni settore ed è capace di accontentare anche l’appassionato più esigente, forse da rivedere l’ampiezza espositiva troppo dispersiva. Per chi non è mai stato a Murabilia, la mostra vivaistica si svolge nell’affascinate e bellissima area compresa all’interno in quattro bastioni delle vetuste mura di Lucca. Qualcuno rimpiange le prime edizioni in cui il tutto si svolgeva più agevolmente in due soli bastioni collegati dal camminamento arricchito anch’esso da stand.
Facile adocchiare una pianta appena arrivati pensando di rimandarne l’acquisto a prima di lasciare la mostra e non avere poi la forza ed il tempo necessari per affrontare centinaia di metri per tornare indietro a comperarla. Forse anche 250 espositori sono troppi, e troppi sono quelli con proposte non propriamente inerenti il settore specifico.
Grande piacere ho avuto nell’incontrare a Murabilia tanti amici vivasti, per la prima volta sono approdati Clemence Chupin e Daniele Gammino del Giardino-Vivaio Ciancavaré e Maurizio Casale di Phytotrend con le loro bellissime ed inusuali proposte, nello stesso bastione, sempre dalla Liguria, il Vivaio Noaro.
Ogni volta mi riprometto di non cadere in tentazione ma è impossibile per una giardiniera golosa trattenersi a lungo.
Un gran bel vecchio secchio in zinco acquistato davvero a buon prezzo ha potuto comodamente ospitare Clematis Arabella, Tulbaghia violacea (consigliata dal vivaista francese dal quale l’ho acquistata come ottima compagna dell’insalata di pomodori…) , Penstemon ‘Midnight’ ed una talea di Rosa muscosa Blanche Moureau alla quale sono molto affezionata in quanto mi è stata donata dalla cara amica di “mouse” Sara. Da lei sono stata gentilmente invitata al pic-nic, appuntamento di incontro annuale, della Compagnia del Giardinaggio.
Tanti come sempre gli appuntamenti a corollario della mostra mercato, a non tutti ho potuto partecipare.
Appena arrivata, venerdì ho finalmente conosciuto Mimma Pallavicini che con Carlo Pagani ha presentato il libro scritto assieme e che non vedo l’ora di leggere : “Le stagioni del Maestro giardiniere: come coltivare orto e giardino”
Ottime le premesse per un libro che si prefigge di diventare un classico della letteratura sul verde, un manuale completo ma affatto noioso, ricco di pratici e tecnici suggerimenti conditi dalla saggezza popolare. Le due firme che lo hanno creato sono una coppia ben collaudata di Maestri del giardinaggio. Agevole anche il formato che lo rende ideale sia come piacevole compagno di lettura serale (da me la più amata) che per i lavori passo a passo in giardino.
Il giorno dopo è stata la volta del libro “Palazzo Madama. Il giardino del castello“
L’amico Edoardo Santoro, già curatore del verde del Giardino Medievale del Borgo del Valentino, introdotto ed accompagnato da Mimma Pallavicini ci ha raccontato attraverso immagini e fotografie la nascita del giardino medievale di Palazzo Madama svelando storia, aneddoti e preparazione di un giardino che occupa ora l’area del fossato del famoso castello torinese. Il piacevolissimo libro, che ho letto tutto d’un fiato in una serata, è ricco di preziose informazioni per chiunque voglia provare a cimentarsi nella realizzazione di un piccolo giardino di piante officinali.
Domenica sera una piccola tromba d’aria ha concluso, forse prima dell’orario previsto, la tre giorni vivaistica, lasciando però un po’ di amarezza dettata anche dal negativo trend economico che sta attraversando tutto il nostro Paese e che coinvolge tanti settori commerciali. Come organizzatrice di mostre di giardinaggio tante considerazioni condivise in queste giornate mi fanno riflettere sulle metodologie organizzative, si dice che dai momenti di crisi spesso possano nascere ottime e nuove soluzioni…Ci si prova, ogni volta ci si rimette umilmente in gioco e si cerca di andare incontro alle esigenze di tutti!
Nel comunicato stampa finale leggo ora…” dell’ipotesi ventilata dal presidente dell’Opera delle mura Francesco Colucci, su richiesta degli stessi espositori, di riaccorpare la mostra-mercato su due baluardi e trasferire gli eventi culturali sugli spalti, oltre che all’Orto botanico che per tre giorni diventa un crocevia di persone, idee e competenze botaniche”.
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