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Il
78% dei napoletani è dell’idea che Luigi De Magistris farebbe bene a
dimettersi, ma l’attenzione va posta al restante 22%, solidale al suo
fottersene di una legge dello Stato che invece gli impone di farlo. Tra chi
pensa faccia bene dev’esserci chi ha apprezzato le sue parole al funerale di
Ciro Esposito, quando deplorando chi sospettava proprio ciò che le indagini
avrebbero successivamente accertato, e cioè che il giovane fosse del manipolo
di ultras che alla finale di Coppa Italia era arrivato armato di bastoni e di
coltelli, intenzionato a provocare disordini, prese le difese della teppaglia e
lanciò un’accusa ai responsabili dell’ordine pubblico: «Ciro si è messo tra l’odio
e chi voleva solo vedere una partita… Chi non ha garantito l’ordine paghi». Ma
in quel 22% ci sarà pure chi ha apprezzato l’elogio funebre in morte di Davide
Bifolco: «È inaccettabile che un ragazzo possa morire in questo modo, a 17
anni. Non accetto la teoria colpevolista, fondata sul fatto che il ragazzo
fosse napoletano e provenisse da un quartiere difficile. Il sindaco è vicino ai
suoi familiari e ai suoi amici». Da fetenti, come non essere solidale al caro
Giggino che ha sempre trovato una parola buona per i fetenti? Aspettiamo che al decreto di sospensione dica: «A me ’u Prefette m’adda fa’ sule ’nu bucchine», e sentiremo un’ovazione.
