Da Montecitorio uno stop all’Agcom sul copyright

Creato il 08 ottobre 2013 da Sempreinformato

Da un convegno alla Camera sul diritto d’autore in Rete un forte no al nuovo regolamento dell’Agcom.

Al convegno sul diritto d’autore svoltosi il 2 ottobre presso la Camera dei deputati e promosso dal gruppo parlamentare di Sel è venuto un forte no al nuovo regolamento dell’Agcom per la tutela del copyright in Rete.

Secondo Marco Pierani di Altroconsumo, uno dei relatori al convegno, il regolamento dell’Agcom presenterebbe profili di incostituzionalità, attribuendo all’Authority poteri che possono essere solo della magistratura.

A questo proposito il giurista

Fulvio Sarzana

ha proposto che non sia l’

Agcom

ma un ufficio investigativo apposito presso il

Ministero degli Interni

a occuparsi della violazione del diritto d’autore in Rete, in stretta collaborazione con la magistratura, perché solo un giudice deve poter distinguere quando la violazione è a fini di lucro e quando no.

Inoltre durante il convegno è stato annunciato che alla Camera arriverà un disegno di legge, i cui firmatari sono Ivan Catalano, vicepresidente della Commissione Poste della Camera dei Deputati, e Mirella Liuzzi, parlamentare del Movimento 5 Stelle.

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Questo disegno di legge affronta la pirateria ma, al contrario della delibera Agcom, distingue più chiaramente e rigidamente lo scopo di lucro da quello non di lucro, salvaguardando per esempio gli utenti che attraverso l’inserimento in una UGC di un video di pochi secondi, non commettono in realtà un illecito.

Marco Pierani ha dichiarato: “Agcom non ha alcuna legittimazione a emanare il regolamento in materia di diritto d’autore online né in base al decreto Romani né tanto meno in attuazione del decreto legislativo 70 del 2003″.

Sempre Pierani: “Nel merito del testo proposto da Agcom si rilevano peraltro crassi profili di incostituzionalità, incompatibilità con la legislazione comunitaria e, soprattutto, l’assoluto squilibrio tra la parte relativa all’enforcement, che instaura una procedura sommaria, sproporzionata e gravemente invasiva della libertà d’espressione in rete e quella relativa alla promozione del mercato legale dei contenuti, assolutamente inconsistente e quasi ridicola nella sua carenza di concretezza.”

Il convegno è riascoltabile sul sito di Radio Radicale oppure cliccando qui sotto.

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