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Da Una notte agli studios a Superfantozzi: un nuovo tris di commedie targate CG

Creato il 15 dicembre 2013 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Con la esilarante didascalia di apertura “Tratto da una storia non vera” e un titolo che richiama inevitabilmente alla memoria quello di Una notte al museo (2006) di Shawn Levy, nelle sale cinematografiche abbiamo avuto modo di vederlo fugacemente distribuito addirittura in tre dimensioni.

Secondo lungometraggio diretto da Claudio Insegno, già responsabile di Alta infedeltà (2010),

unanotteaglistudios
Una notte agli studios (2013) approda su supporto dvd sotto il marchio CG Home Video, con trailer, galleria fotografica e un backstage di dieci minuti quali contenuti extra.

Ne è protagonista lo stesso regista nei panni di una comparsa disoccupata che, in cerca di lavoro insieme al collega Enrico Silvestrin e affiancato anche dalla giornalista Giorgia Wurth, s’imbatte in un deposito di vecchi oggetti di scena, tra gli studios di Cinecittà, dove un anziano Marco Messeri mette tutti e tre al corrente del fatto che sono i prescelti per trovare i quattro elementi utili a salvare dalla distruzione il posto, che il produttore americano Daniel McVicar intende sostituire con un parco a tema.
Quattro elementi da ricercare nel corso di un assurdo viaggio all’interno dei diversi generi cinematografici, dalla antica Roma ad un poliziottesco degli anni Settanta; fino a sfociare nell’horror – con il Pino Insegno fratello dell’autore nel ruolo di un ridicolo esorcista ed Eva Robin’s in quello di una vampira – e in un decamerotico con Sandra Milo (!!!).

Mentre a Luca Ward spetta la parte del cattivo e, tra divertenti battute riguardanti le fermate della metropolitana romana e spassose capre che parlano toscano, a dominare – fino a un’ultima scena posta dopo i titoli di coda – sono comicità proto-Premiata ditta e un certo retrogusto anni Ottanta.

E, proprio a proposito di anni Ottanta, per tutti i nostalgici che hanno amato il decennio dei Duran Duran

italianfastfood
e, soprattutto, i comici nostrani di allora, è sempre CG Home Video a rendere finalmente disponibile su disco Italian fast food (1986), diretto dal Lodovico Gasperini in seguito passato al piccolo schermo e il cui lungo curriculum include serie e fiction del calibro de I ragazzi del muretto (1993) e Trilussa-Storia d’amore e di poesia (2013).

Da un soggetto di Lucio De Caro e Steno, trattasi di ottantacinque minuti di visione sceneggiati da Lorenzo Beccati, Ezio Greggio, Carlo ed Enrico Vanzina volti a trasferire al cinema il modo di far ridere ed i volti noti della popolare trasmissione televisiva Drive in.

Non a caso, man mano che una colonna sonora di Detto Mariano riecheggiante in maniera evidente quella della saga Beverly Hills cop fa da commento, un fast della Milano ruggente è lo scenario dei tormentoni dei napoletani Trettré, degli imprevisti – tra cui un incontro con una sexy Anna Galiena degli esordi – incontrati da un Carlo Pistarino addetto alle consegne, delle avventure di un Enzo Braschi ovviamente in mezzo a paninari e punk, dei tentativi attuati dalla cameriera Susanna Messaggio per entrare nel mondo dello spettacolo e delle imprese dello sfaticato cuoco Sergio Vastano.

Rimanendo in tema di anni Ottanta e sempre nell’ambito del catalogo CG, ma sotto il marchio Mustang Entertainment,

superfantozzi
segnaliamo con piacere anche l’uscita in dvd di un titolo che era fino a oggi grande assente nel mercato dell’home video digitale tricolore: Superfantozzi (1986) di Neri Parenti.

Il titolo con cui, finalmente, tutti i seguaci dell’impiegato più sfortunato d’Italia interpretato da Paolo Villaggio possono chiudere la serie di dieci film che lo hanno visto protagonista.

Il quinto lungometraggio, in questo caso, che, anziché proseguire le sue avventure nel grottesco universo lavorativo degli uffici, provvede a catapultarlo da un’epoca storica all’altra, partendo dalla genesi dell’uomo fino ad arrivare a un futuro ultratecnologico.

Quindi, con Filini alias Gigi Reder come di consueto al suo fianco e l’ex divo dei poliziotteschi Luc Merenda a fargli da controparte bella e perfetta, lo vediamo passare dall’antica Roma a Hiroshima, collezionando incontri con Robin Hood, Gesù e con la mitologica spada Excalibur.

Tra Breccia di Porta Pia, Rivoluzione francese, epoca del proibizionismo e nascita del Cinematografo, al solo fine di mettere insieme la classica sequela di gag meccaniche strappa-risate… ma senza dimenticare neppure un tumultuoso viaggio in automobile verso lo stadio per andare a vedere la partita nel corso dell’unica sequenza ambientata nel presente.

Francesco Lomuscio


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