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Da “uomo di grande esperienza interiore e di grande saggezza” a “comunista di merda”

Creato il 08 marzo 2012 da Malvino
Un redattore di Radio Radicale ha raccolto in un volume ciò che Giorgio Napolitano ha detto e ha scritto nel corso di oltre mezzo secolo, dimostrando in modo inconfutabile che l’odierno Presidente della Repubblica – tenetevi forte – è stato comunista. Non è tutto. Intervistato da Tele Padania, che allo scoop ha comprensibilmente dato tutto il dovuto rilievo, il curatore dell’antologia ha detto che “la scuola marxista-leninista è stata per Napolitano una scuola di metodo”, sicché al pari di tanti ex comunisti che pure hanno fatto “abiura” delle loro antiche convinzioni – sotto sotto – comunista rimane.A saperlo prima, cazzo, i radicali si sarebbero potuti risparmiare l’appoggio datogli per farlo arrivare al Quirinale. Avrebbero evitato, soprattutto, di coprirlo di elogi, come hanno fatto fino a qualche mese fa. A saperlo, che era stato comunista e – sotto sotto – comunista rimaneva.Si scherza, ovviamente. D’altra parte, come prevedevo, era inevitabile. Qualche mese fa scrivevo: «A luglio, cedendo a un nobile istinto, Giorgio Napolitano ha dato attenzione ai radicali. C’era un ultraottuagenario che minacciava per la millesima volta di lasciarsi morire di fame e di sete se non gli si dava un po’ di attenzione, e il capo dello stato ha ceduto: ha partecipato a un convegno organizzato dai radicali, dicendosi solidale alle ragioni della loro iniziativa in favore di un’amnistia. Mi è sembrato un gesto bello, come quando Pippo Baudo evitò che Pino Pagano si buttasse giù dal loggione del Teatro Ariston, e non si consideri irriverente questo paragone: Giorgio Napolitano non ha mai pronunciato la parola amnistia, si è limitato a dire che lo stato delle carceri italiane poneva una “prepotente urgenza”. Poteva far di più, da luglio ad oggi? Può darsi, ma a me sfugge cosa, soprattutto con la più o meno esplicita indisponibilità di quasi tutto il parlamento alle richieste dei radicali e con altre urgenze, almeno altrettanto prepotenti, a impegnare l’agenda del paese, prim’ancora che quella del Quirinale. Nemmeno a sentire i radicali si capisce cosa fosse realmente possibile al capo dello stato, fatto sta che da qualche settimana Marco Pannella sta impiccando Giorgio Napolitano alla sua ammissione che il sovraffollamento delle carceri italiane pone una “prepotente urgenza”. Non sapendo con chi prendersela per il fatto che l’attenzione generale è tutta sullo spread, fiutando nell’aria l’inutilità di sporgersi ancora dal loggione, pare che il capo della setta di Via di Torre Argentina abbia deciso per la richiesta di impeachment del capo dello stato, probabilmente per alto tradimento, se non alla Costituzione, a quella che Marco Pannella ha deciso fosse una promessa fatta a lui personalmente. Non è dato sapere quanto possa avergli bruciato il culo, nel frattempo, il fatto che sia stato nominato senatore a vita il solo Mario Monti, visto che lui vi aspira da almeno trent’anni, o il fatto che la sua richiesta di essere nominato ministro della Giustizia sia stata cestinata o, ancora, il fatto che, con la larga maggioranza della quale il governo Monti gode al momento, i parlamentari radicali valgono zero. Sta di fatto che Marco Pannella corre un’altra volta il pericolo di perdere quel poco di visibilità che si è conquistato con i suoi due o tre bluff di ritorno al centrodestra e facendosi sputare in faccia in piazza: conoscendolo, ce n’è abbastanza perché il culo gli bruci comunque, e quando il culo gli brucia…».Voilà, da “uomo di grande esperienza interiore e di grande saggezza”, Napolitano è un passo dall’essere “il solito comunista di merda”. Quando torni utile alla setta, sei un semipadreterno. Quando smetti di esserlo, un killer volenteroso si trova sempre. Non c’è bisogno di dargli mandato, l’iniziativa nasce da un input che nei gregari è istintivo.Marc Galanter ne parla in Culti (SugarCo, 1993), che per sottotitolo ha Psicologia delle sette contemporanee. Procuratevelo, è indispensabile alla comprensione della fenomenologia radicale.

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