Daddy’s Girl

Da Julesdufresne

La figura paterna & la Titolare sono a casa da soli fino a fine mese, periodo che incidentalmente sta facendo registrare un aumento del 2000% delle spese di gestione domestica. Non potendo, come da tradizione, irrompere nella mia stanza per annodarmi le punte dei calzini (d’estate, ovviamente, ometto di indossare indumenti da piede), il simpatico genitore ha escogitato tutta una serie di altre maniere bizzarre per impedire il più possibile lo svolgimento placido della mia piccola esistenza di studiosa studentessa.

a) Ritornare dal supermercato (“vado un momento a comperare le pile”) con una quantità di succo di frutta equivalente grosso modo alla portata oraria del Ticino. Scegliere attentamente i gusti tra i più improbabili in esposizione (“eccoti un bel succo di aloe e susina”), badando che la veste grafica sia stata curata da un illustratore formatosi alla scuola della propaganda irachena sotto Saddam.

b) Preparare & recapitare curiose quanto eterogenee colazioni, curando maniacalmente sia l’abbinamento sadico dei sapori sia la presentazione delle pietanze. Colazione di oggi: shangai di sottili barrette ricavate da una fetta di formaggio a pasta semidura e bicchierone ghiacciato di succo di Frutto della Passione (in brick).

c) Rifiutarsi di fare riferimento alla camera di mio fratello, che al momento è in ferie, se non attraverso l’espressione “la stanza del mandala”. Domandare la mia assistenza per le operazioni di stenditura lenzuola nella suddetta stanza del mandala; permettere che vi si acceda, panni stesi a parte, soltanto per assistere ai titoli di testa del tg e riderne (in cucina abbiamo solo la radio, e la tele di mio fratello è particolarmente figa).

d) Operare del terrorismo psicologico perfettamente gratuito nei confronti delle mie banalissime preferenze alimentari, cfr. punto b. Disegnare un faccino amichevole sulla confezione di cellophane della mia fesa di tacchino, approfittando della mia distrazione per impadronirsi di altri, più appetitosi generi alimentari di mia esclusiva proprietà (es. prosciutto di Praga)

Dice il fumetto: "Ciao, siamo amici?"



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