di Iannozzi Giuseppe
Un giorno, qualcuno con cent’anni sulle spalle: “Lo sai che parli male?”
Giusto, Giuda! Però dovresti saperlo che parlo male di chi prende per sé le mie affilate parole e ne fa poltiglia nella sua bocca sdentata.”
E tornai a leccarmi i coglioni come un cane, con malizia, con avidità, senza più badare a quel vecchio bastardo prossimo a tirar le cuoia.
Al crepuscolo, sfiatò il suo più genuino spirito dal buco del culo; e io me ne andai per il mondo a parlar male di lui.
Fu così che iniziai il mio Lavoro, quello che tu, Inutile Lettore, stai qui a disturbare.
