È positivo il rapporto che le imprese più innovative hanno con le
Università, sia dal punto di vista della ricerca da sviluppare insieme
sia da quello dello "scambio" di risorse, soprattutto laureandi e
giovani laureati che ne approfittano per specializzarsi. Lo dicono le
aziende che hanno avuto un riconoscimento o sono state finaliste nel
premio IXI (Imprese X l'innovazione) che l'estate scorsa ha visto la sua
IV edizione.
«Lavoriano da anni con moltissime università italiane», spiega Monica
Lucarelli, responsabile commerciale e marketing nell'azienda di
famiglia, la Ised spa, circa 140 dipendenti, che dal 1974 progetta,
realizza e gestisce sistemi informativi e portali di grandi dimensioni.
«Abbiamo legami con gli atenei di Roma (dove è la sede principale di
Ised), Firenze, Pisa, Pavia e con l'Istituto nazionale di fisica
nucleare – continua –. Parecchi dottorandi fanno stage nel nostro
laboratorio di innovazione, e vengono anche persone che fanno il master
di ingegneria d'impresa a Tor Vergata. Proprio con Tor Vergata abbiamo
relaizzato anni fa la prima piattaforma per un master online, che dà la
possibilità anche a chi lavora di conseguirlo. Con l'ateneo di Pavia
invece abbiamo messo a punto una piattaforma tecnologica per abilitare
le Pmi ad andare all'estero. Il portale www.storevaltellina.it, per
esempio, ha messo online 50 produttori della valle, che vendono i
prodotti tipici in tutto il mondo».
L'Università di Catania è invece partner privilegiato di Meridionale
Impianti, azienda ad alta tecnologia dell'Etnavalley , che fa
principalmente installazioni, soprattutto negli stabilimenti destinati
alla produzione di semiconduttori. Ma l'azienda – un'altra
specializzazione sono le energie rinnovabili – lavora anche con il
Politecnico di Milano, il Cnr di Bologna e di Messina, l'università di
Tor Vergata e di Firenze e, ultimamente, con Enna. «La nostra
collaborazione con gli atenei è su due piani – dice il presidente,
Salvatore Raffa –: nei nostri laboratori ospitiamo studenti
specializzandi e così riusciamo anche a fare una preselezione delle
figure che ci servono. Poi c'è la collaborazione scientifica, sui
progetti di rierca. Un esempio per tutti: col Cnr di Bologna abbiamo
messo a punto un sistema su cui stiamo lavorando e che consente di
depositare uno strato fotosensibile su una superficie flessibile, in
pratica una plastica: finora era possibile farlo solo a 400 gradi e
questo escludeva la plastica, mentre noi lo faccimao a 100 gradi, dunque
possiamo usare quel materiale».
Uno scambio osmotico con l'università è anche quello della Minerva Scpa
di Gorizia, azienda attiva nel campo della proggettazione ed erogazione
di servizi, che – spiega il presidente Adriano Ruchini – collabora
soprattutto con gli atenei di Trieste e Udine, ospitando laureandi
(alcuni hanno fatto la tesi proprio sulla Minerva) della facoltà di
economia. Ospiti anche studenti del Master in international business.
«Io stesso - racconta Ruchini – sono stato chiamato diverse volte a
tenere lezioni all'Università, dove ho portato la nostra esperienza».Tutti ci riconoscono per ciò che si vede. Ma è ciò che non si vede la parte più affascinante di noi!