
Tanta determinazione è stata purtroppo di brevissima durata, dissolta nel volgere di poco più di dodici mesi: stremata dal fiaccante compito di dare fiducia e coraggio al paese, a maggio di quest'anno l'ancella renziana fresca di conio, candidata come capolista nella circoscrizione Italia nord-orientale, è stata eletta al parlamento europeo. Per portare a Strasburgo le istanze del suo elettorato, del Veneto e dell'Italia tutta. Un incarico che, le va dato atto, la neoparlamentare europea ha preso sul serio:

A dispetto delle cattiverie gratuite, alle persone di buon senso - cioè ai renziani - non può che apparire evidente quello che un aspetto oggettivo ed incontrovertibile: la Moretti non è spinta da mera ambizione. Non è questione di carrierismo, le motivazioni sono ben più nobili: Alessandra agisce nell'interesse di un bene superiore. E noi, rozzi individualisti schiavi del nostro livido egocentrismo, non abbiamo gli strumenti per comprendere lo straordinario messaggio che è racchiuso nel suo estremo sacrificio: abbandonare l'ovattata serenità di una poltrona garantita cinque anni per dimostrare a tutti, sulla viva carne, che il posto fisso appartiene al passato. Alessandra Moretti, precaria tra i precari.
