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Dawn: un anno a Cerere

Creato il 07 marzo 2016 da Media Inaf

Il 6 marzo 2015 la missione Dawn della NASA si è inserita in orbita attorno a Cerere, il corpo celeste più grande all’interno della fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Da allora la sonda ha raccolto un enorme quantità di immagini e dati che ci permettono di conoscere più da vicino questo pianeta nano, fino ad ora inesplorato.

«Cerere ha superato di gran lunga le nostre aspettative, e ci ha sorpresi più volte, grazie alle informazioni che ci ha fornito durante quest’ultimo anno. Stiamo lavorando duramente per svelare i misteri emersi dalle osservazioni raccolte da Dawn», dice Carol Raymond, ricercatrice e vice principal investigator della missione presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA

Tra le caratteristiche più enigmatiche rilevate c’è senza dubbio la montagna chiamata Ahuna Mons, un rilievo apparso come un puntino luminoso sulla superficie del pianetino già a febbraio del 2015, quando la sonda si trovava a una distanza di 46 mila km da Cerere. Con le orbite a quote sempre più basse della sonda, la forma di questa montagna ha cominciato a delinearsi con maggiore precisione. Da lontano Ahuna Mons sembrava piramidale, ma da un’analisi più accurata è emerso che la sua forma assomigliava più a una specie di cupola con pareti lisce e ripide.

Le immagini più recenti raccolte da Dawn dell’Ahuna Mons, prese a una distanza 120 volte più ravvicinata rispetto a quelle del febbraio 2015, rivelano la presenza di grandi quantità di materiale luminoso su alcune delle sue pareti, e in quantità inferiori su altre. Lungo il suo lato più ripido raggiunge un’altezza di circa 5 km, mentre l’altezza media complessiva è pari a circa 4 km.

Gli scienziati hanno iniziato a identificare altre caratteristiche sulla superficie di Cerere che potrebbero avere una natura simile all’Ahuna Mons, ma nessuna è così alta e ben definita.

Questa prospettiva, che fornisce un punto di vista laterale sulla misteriosa montagna Ahuna Mons di Cerere, è stata ottenuta grazie alle immagini raccolte dalla sonda Dawn della NASA durante la sua mappatura su orbita bassa (a 385 km dalla superficie), iniziata a dicembre 2015. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Questa prospettiva, che fornisce un punto di vista laterale sulla misteriosa montagna Ahuna Mons di Cerere, è stata ottenuta grazie alle immagini raccolte dalla sonda Dawn della NASA durante la sua mappatura su orbita bassa (a 385 km dalla superficie), iniziata a dicembre 2015. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

«Nessuno si aspettava di scoprire una montagna su Cerere, soprattutto una come l’Ahuna Mons», dice Chris Russell, principal investigator della missione e ricercatore presso l’Università della California. «Al momento non abbiamo ancora un modello soddisfacente per spiegare come si sia formata».

A circa 670 km a nord-ovest dall’Ahuna Mons si trova il famoso cratere Occator. Prima dell’arrivo di Dawn a Cerere, le immagini raccolte dal telescopio spaziale Hubble del pianeta nano mostravano semplicemente una macchia brillante sulla superficie. Più la sonda si avvicinava al pianeta nano, più è diventato chiaro che erano presenti almeno due regioni con alta riflettività. Con il progressivo aumento della risoluzione delle immagini, Dawn ha mostrato che ci sono almeno 10 punti luminosi all’interno del cratere Occator. Non è ancora chiaro se questo materiale luminoso sia lo stesso osservato anche sull’Ahuna Mons.

«Dawn ha iniziato la sua mappatura di Cerere a bassa quota nel mese di dicembre scorso, ma il percorso della sua orbita ha permesso di indagare più da vicino Occator solo poco tempo fa», spiega Marc Rayman, ingegnere capo e direttore della missione presso il JPL. «Questo pianeta nano è molto grande e occorre un gran numero di rivoluzioni orbitali prima di poterlo mappare tutto con la fotocamera e gli altri strumenti a bordo di Dawn».

Quando la sonda è arrivata a Cerere, il 6 marzo 2015, è entrata nella storia come la prima missione spaziale che ha raggiunto un pianeta nano. Dawn è anche la prima sonda ad aver orbitato attorno a due obiettivi extraterrestri distinti, avendo raggiunto e studiato da vicino anche Vesta tra il 2011 e il 2012.

Fonte: Media INAF | Scritto da Elisa Nichelli


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