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Decreto Bondi alla firma di Napolitano

Creato il 21 aprile 2010 da Nenet

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ROMA – 21 APRILE 2010 – E’ stato trasmesso nel tardo pomeriggio di ieri al Quirinale il decreto di riforma delle fondazioni liriche che potrebbe essere firmato oggi dal capo dello Stato. Intanto, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi annuncia che da oggi saranno on line sul sito del ministero i dati economici delle 14 fondazioni italiane, “dati – dice il ministro – che i cittadini devono conoscere per rendersi conto dell’urgenza e della opportunità del provvedimento”(foto, Stephane Lissner, sovrintendente della Scala).

Modifiche anche importanti al testo del decreto sarebbero state apportate sia nel corso del consiglio dei ministri di venerdì 16 aprile, che lo ha approvato, sia successivamente, dagli uffici della presidenza del consiglio e dei ministeri dell’Economia e dei Beni culturali, su disposizione dello stesso Cdm .

L’attuale decreto si comporrebbe di sette articoli, “molto più stringente”, viene fatto notare, rispetto a tante precedenti versioni. Il testo è diviso in più argomenti, tra i quali le disposizioni in materia di personale, quelle che riguardano le attività culturali, il riordino dell’Imaie, e la normativa specificamente relativa al riordino generale del settore lirico sinfonico.

Nell’ultimo testo non sarebbero previste situazioni particolari per la Scala e Santa Cecilia, allo scopo di superare le polemiche sorte intorno alle “classifiche” tra le fondazioni. Resterebbe invece immodificata la l’età pensionabile dei ballerini, che il decreto fissa per uomini e donne al compimento dei 45 anni d’eta. Nel testo ci sarebbero anche nuove procedure per arrivare ad un contratto nazionale di lavoro del settore in tempi brevi, demandando la trattativa all’Aran. Sarebbero inoltre previste decurtazioni sugli integrativi e norme restrittive sull’esclusività delle prestazioni.

“Più lo leggiamo questo decreto e più vediamo che si tratta di un provvedimento parziale che non ha un profilo riformatore ed è solo un accanimento rispetto all’elemento lavoro”, commenta per la Cgil Silvano Conti, che fa riferimento a uno dei testi non ufficiali che girano in questi giorni.

Proprio su questo clima di incertezza è intervenuto il deputato Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che ha chiesto alla presidente della commissione cultura della Camera, Valentina Aprea, di intervenire con il governo perché faccia conoscere alle Camere il testo ufficiale del provvedimento.
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Giorni di grande tensione per tutti i lavoratori delle Fondazioni Lirico sinfoniche. Siamo qui ad attendere di sapere “di che morte morremo” ma prima vendendo cara la vita!

E’ andato avanti come Gengis Kahn, il ministro Bondi brandendo a mò di spada il “suo” decreto che, sembra, stravolgerebbe la gestione  e l’organizzazione del nostro lavoro futuro. Dico “sembra” perchè, nonstante il decreto sia stato approvato al C.d.M. venerdì 16, il testo integrale non si conosce. Non ci è dato sapere. Alcune indiscrezioni filtrano e si diffondono pare che il discorso sui “teatri d’Eccellenza” sia stato inserito nel decreto e poi stralciato, forse da Napolitano stesso. Si elevano quà e là le voci di assenso e di dissenso come quella di Fabio Giambrone, vicepresidente dei senatori dell’Idv e capogruppo in commissione Cultura:

Per fortuna che Bondi, dopo tanti mesi di assoluto silenzio, si era detto disposto al confronto con il Parlamento e invece, a quanto pare, con la solita arroganza il Governo ha approvato il decreto di riforma delle fondazioni liriche. L’Italia dei valori, offrendo anche la propria disponibilità in commissione cultura, aveva chiesto una riforma vera soprattutto sulla base di un serio confronto con tutte le parti interessate: sindaci, sovrintendenti, organizzazioni sindacali e lavoratori dello spettacolo. Eravamo riusciti ad individuare un percorso in commissione per una riforma capace di essere la sintesi delle vere esigenze del mondo del teatro e ora ci ritroviamo un provvedimento che, se è quello annunciato, è una vera vergogna. Siamo molto preoccupati per le sorti delle fondazioni lirico-sinfoniche che, ne siamo convinti, hanno bisogno di essere riformate, ma non certamente in questo modo.

Nel frattempo sono online i primi dati economici sulle Fondazioni Lirico Sinfoniche.  Bondi vuole la trasparenza. Ora dovrebbe pubblicare gli stipendi dei sovrintendenti, dei direttori artistici, i costi dei contratti di collaborazione, delle consulenze, degli allestimenti…..

GRAVE  far passare il costo per il personale come la causa del tracollo delle Fondazioni e non le cattive gestioni!!!

Adesso attendiamo Napolitano …

IrNenet


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