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Delitto meredith: sentenza di condanna

Creato il 31 gennaio 2014 da Antonella Di Pietro @Antonella_Di_Pi
DELITTO MEREDITH: SENTENZA DI CONDANNA
Notificato nelle prime ore del mattino il divieto di espatrio a Raffaele Sollecito e il ritiro del passaporto, perché ha la ''disponibilità di supporti logistici in Paesi in relazione ai quali lo Stato italiano non risulta legato da accordi di assistenza giudiziaria". Secondo quanto appreso, Sollecito è stato raggiunto da agenti della squadra mobile di Firenze e di Udine in un paese tra Udine e Tarvisio, che aveva raggiunto nel primo pomeriggio di ieri. "Avvocato, io sono innocente. La battaglia va avanti", a dirlo è stato stamani Raffaele Sollecito ad uno dei suo difensori, l'avvocato Luca Mauri con il quale si è sentito al telefono dopo la notifica del divieto di espatrio disposto dalla Corte d'Assise d'appello di Firenze dopo la condanna per l'omicidio di Meredith Kercher. Nessuna misura cautelare al momento per Amanda Knox poichè si trova negli Stati Uniti e non sussiste dunque il pericolo di fuga.
La Corte ieri sera ha condannato Amanda Knox a 28 anni e sei mesi e Raffaele Sollecito a 25. Per la studentessa americana i giudici hanno stabilito una pena più alta dei 26 anni che le vennero inflitti in primo grado a Perugia per effetto dell'aggravante legata alla calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. La sentenza è arrivata alle 21.55, dopo più di undici ore di camera di consiglio. Da Seattle, dove è stata raggiunta per telefono dai suoi difensori, Amanda ha fatto sapere di essere "spaventata e rattristata dal verdetto" e di sentirsi vittima di una "persecuzione ingiusta". I legali dei due hanno già annunciato ricorso contro la sentenza. Gli avvocati di Amanda Knox, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, dicono: "È stata una bella botta, faremo ricorso, Amanda è innocente, andava assolta per difetto di prova sulla sua presenza sul luogo del delitto". Giulia Bongiorno, che difendeva Raffaele Sollecito, parla di "passaggio doloroso", lasciando intendere che la Cassazione non potrà non rimettere in discussione la condanna. 
Il verdetto è stato accolto in silenzio dal pubblico. Anche i familiari di Meredith, la sorella Stephanie e il fratello Lyle, arrivati al Palazzo di Giustizia pochi minuti prima della lettura del dispositivo, sono rimasti impassibili. "E' la cosa migliore che potevamo sperare - ha detto il fratello Lyle - ma non è tempo di festeggiare. Questi sette anni sono stati difficili e dolorosi. Tra giudizi cautelari e di merito, sono più di 40 i magistrati che si sono convinti della colpevolezza di Sollecito e della Knox. Solo quelli dell’appello di Perugia si erano convinti del contrario".
La Corte si è presa 90 giorni per le motivazioni. Uno dei punti da chiarire è il movente. C'è da capire se ribadirà quello ipotizzato dai magistrati di Perugia, e cioè un gioco erotico degenerato, o quello tratteggiato dal pg della Toscana: una lite legata a vecchi rancori fra Amanda e Meredith per la pulizia della casa e innescata, quella sera, dal comportamento di Guede, che andò in bagno senza tirare lo sciacquone.
Meredith Kercher, studentessa inglese di 22 anni, in Italia per Erasmus, venne uccisa a Perugia, la notte tra il 1 e il 2 novembre del 2007, con una coltellata alla gola nella casa dove viveva. Sollecito e Knox vennero condannati in primo grado ed assolti in appello, provvedimento dopo il quale furono scarcerati. Per il delitto sta invece scontando una condanna definitiva a 16 anni l'ivoriano Rudy Guede.

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