Di animali e padroni

Creato il 22 luglio 2012 da Elan @Elan_90

Lo so, è una vita ormai che non posto, e probabilmente in molti vi sarete allontanati da queste pagine.
Non sono morta, né mi sono stancata del blog, ma la mia costanza su queste pagine è sempre stata molto ballerina, e in questo periodo la voglia di stare davanti a pc nel tempo libero è assai scarsa.
Inoltre, negli ultimi fine settimana mi sono concessa qualche passeggiata in montagna, di cui vi parlerò probabilmente nei prossimi giorni.

Ma oggi è un’altra la cosa di cui voglio parlare, sempre legata a questi piccoli momenti di vacanza, ma con una certa amarezza e rabbia.

“Quel cane è aggressivo, ha attaccato l’uomo!!” “State attenti ai cani di quella razza, potrebbero aggredirvi!!”
Quante volte avete sentito questa frase?
Eclatante, nell’ultimo periodo, è stato il caso Lennox, il povero cagnolone che è stato abbattuto a causa della sua lontana parentela con un bulldog. Ma questa è stata solo l’ultima goccia in un mare già enorme: in passato, infatti, Dobermann, Pastori Tedeschi e Rottweiler sono già stati sotto il mirino di queste assurde dicerie.
Assurde, sì, perché sicuramente un cane può essere aggressivo, ma non per questo è corretto incriminare un’intera razza. Sarebbe come incriminare l’intera razza umana per atroci crimini commessi da gente come Hitler.

Inoltre, parliamoci chiaro.
Un cane cresce come viene educato: un cane randagio sarà sicuramente di indole più violenta rispetto ad uno casalingo (istinto di sopravvivenza!), ma questo vale sia per un alano che per un chiuaua!
E la stessa cosa vale per i cani di casa.
E’ inutile dire che un pastore tedesco rischia di mordere molto di più rispetto ad un cocker. Se il pastore tedesco è cresciuto a coccole ed amore mentre il cocker a botte e maltrattamenti, vedrete la differenza tra il primo e il secondo.
Vi vien da ridere per il paragone?
Beh, in questo caso sappiate che non è stato fatto a caso.

Come vi ho detto, in questi fine settimana sono stata in montagna, passeggiate bellissime, anche quella di ieri… se non fosse stato per un fatto che mi ha veramente rovinato tutta la giornata.
Arrivati alla malga, incontriamo un gruppo di persone che io già inquadro malissimo: tre ragazzi e una ragazza, tipiche persone di città, salgono in pullman e gli chiedono gli orari per poter riscendere allo stesso modo.
Questa allegra combriccola ha con sé un Cocker che, poverino, viene subito trattato malissimo dalla padrona: legato stretto alla sedia, riceve una botta anche solo per un semplice guaito o una lamentela, accompagnata da sbuffi ed esclamazioni seccate da parte di lei.
Estremamente seccata, mi avvio al tavolo per mangiare, quando vengo distratta da una chioccia con i suoi pulcini che, tutti tranquilli, si avvicinano ai tavoli per mangiare le briciole e, nella delizia generale, mi avvicino anche io a quei piumini bianchi per spupazzarmeli un po’.

Un paradiso!!

Quand’ecco…
La simpatica signora di poco prima evidentemente decide che il cane che guaisce le ha dato troppo fastidio, lo libera, e lui parte in quinta, aggredendo uno dei pulcini e aprendo loro una brutta ferita sulla testolina.
E’ stato necessario l’intervento della proprietaria della malga prima che la simpatica padrona decidesse di alzarsi, prendere il cane e legarlo di nuovo… dopo averlo, nuovamente, ripetutamente picchiato…

Morale della favola?
Io sono due giorni che ci penso…
Non so come stia il pulcino, ma l’ho visto alzarsi con le sue zampette e andare a rifugiarsi sotto la mamma, e questo mi fa essere speranzosa, però…
Però questa faccenda mi ha dimostrato una volta di più che una cane picchiato è sicuramente più aggressivo di uno trattato bene (e non era l’unico cane, quel Cocker, ad essere presente. Ce n’erano altri, sempre di città, che pur avendo visto i pulcini non si sono nemmeno alzati).
Mi ha dimostrato una volta di più che il vero animale è solo l’uomo, che crede di avere il diritto di trattare le altre creature come preferisce.
Mi ha dimostrato una volta di più che certe persone sono veramente cafone, e non solo non si meriterebbero il privilegio di avere un cane, ma non si meriterebbero nemmeno di poter girare liberamente per il mondo.

E a te, padrona di quel cocker, che lo picchiavi, che te ne sei fregata allegramente di tutto, che hai commentato con un distaccatissimo “e ora?” e che hai avuto anche il coraggio di rispondermi, quando ti ho fatto gentilmente notare che picchiare il tuo cane non serviva a niente…
Spero che tu pesti una cacca di mucca talmente grande da finirci dentro fino alla cintura, e che la puzza ti resti addosso a vita! (Perché io non auguro mai il male a nessuno, nemmeno a della gente del genere.)

Invece voi, piccoli pulcini, voglio ricordarvi sempre così, anche ora: insieme alla vostra mamma, tranquilli, e pronti a becchettarmi il pane sulle mani.


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