Magazine Poesie

Di "Giustizia" / Istantanee senza scatti

Da Marianna06

Integrazione

 

Voglio farti un ritratto, amico mio,

anche se  non sono pittore.

E  lo farò, a modo mio,

con  parole e pensieri  

 appresi un tempo anche da te.

Un gabbiano intanto vola alto nel mio cielo.

Molto più in alto certo del susino,

carico  di frutti appetitosi di questa stagione.

E io  ne seguo  la  parabola  

fino a quando non scompare

dall’ orizzonte visivo.

In un pomeriggio assolato

é sempre concesso   “fantasticare” un po’,

perché è  tempo di siesta

e non urgono lavori da fare.

Prendila, dunque, così.

Ma che c’entrano gabbiano,

e susino e  meriggio soleggiato

con passione di giustizia?

C’entrano .

Sono il mio ”qui” e il mio”ora” di oggi,

  e non proprio di fantasia,

che s’ incontrano e/o si  scontrano

 con i tuoi “hic et nunc”

di un’intera esistenza,

 che  non ha mai scelto la “medietà”

quanto piuttosto la solidarietà.

Il fascino dell’agape contro l’egoismo corrente

degli  umani.

 

Cielo grigio. Quasi autunno.

Sono scesa dall’aereo nella città della Mole che è poco.

Ci sorridiamo e, con passo lesto, principiamo a camminare.

Felici dell’incontro scegliamo di andare a mangiare un risotto.

E l’anziano sconosciuto, cui chiediamo ragguagli,

 indicandoci la trattoria ,ci parla di prezzo giusto.

E tu me lo fai  rimarcare. Subito.

Prima istantanea.

Attendo una  telefonata concordata ma c’è l’anziana

sola e malata da visitare e tu dimentichi l’appuntamento.

 Ti scusi  poi ,col fare di un bambino sorpreso a rubare

la marmellata ,quasi io non potessi capire.

Seconda istantanea.

C’è da terminare un lavoro impegnativo in redazione

e poco importa se il “domani”

ti sorprende, luce accesa, a tavolino.

Non si ruba il pane a tradimento.

Questo  pensi tu. E “pedali”

Terza istantanea.

 

Oggi  un oceano nient’affatto metaforico ci separa.

Sono cambiati luoghi e persone.

Ma a potenti e a prepotenti di turno tu  continui a gridare,

in un mondo complesso e sofferente, anche laggiù,

come sai e come puoi, l “agire” giusto .

Penso alla “giovane” donna di Tanzania,che non dimenticherò,

alla scolara che ha sottratto la biro alla compagnetta più ricca,

al bambino che ha rubato per fame la polenta alla nonna,

o al makonde che, nel suo villaggio,crea splendide sculture

felice anche  del piccolo niente che ha.

E poi mi vengono in mente le suore di Ilamba.

Creature speciali tout court.

Madri-coraggio e donne dell’organizzazione ad un tempo.

E il tuo intervento ai vescovi tanzaniani perché non si stanchino

di battersi per la “Giustizia” della propria gente.

Un po’ meno canti e danze-hai precisato loro- e più azione.

 

Giustizia poi, in fondo, che cos’è se non “spezzare il pane”?

Insieme. Tutti.

Questo tu mi hai insegnato, perché questo tu sei.

E questo io  ho cercato e cerco d’imparare da te.

 

   Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

 

  


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :