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Di mandorle caramellate nell’aria: New York City.

Creato il 07 gennaio 2015 da Agipsyinthekitchen

Le scelte. Oh, le scelte.

Ogni volta sembra che mille scenari possibili si dispieghino all’orizzonte. Scenari di vite possibili sembrano a portata di mano.

La verità è che noi scegliamo il nostro presente articolando così il nostro futuro. Ma il nostro punto di errore  ed al tempo stesso il punto di svolta, sta nel pensare che siano scelte libere, dettate solo dalla nostra volontà.

Non è così. Noi siamo guidati da qualcosa di supremo, che eleggiamo ogni volta a Divinità e che guida ogni nostra azione, parola e appunto, scelta.

E nello specifico, per qualcuno è l’Amore. Per altri la brama di successo. Per altri il dio denaro.Per alcuni un ego centrismo superiore allo stesso Super Io tanto citato da Freud. Fatto sta, chiamiamolo come vogliamo, definiamolo pure con un sostantivo, ma il risultato non cambia: non siamo liberi.

Siamo completamente schiavi consapevoli di qualcosa che guida il nostro intelletto e ci fa così creare un futuro mai atteso, a volte sperato, ma poco programmato. E credo che tutto sommato sia un bene. La divinità si trasforma in fine e abbiamo un nuovo motore che aziona i nostri atteggiamenti, la nostra attitudine, il nostro volere e di conseguenza il nostro Futuro.

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Io per esempio, ho scritto la mia vita, sino ad ora, basandomi sull’Amore. Per me non c’è nulla di più importante che le priorità che attribuisco al mio compagno, alla mia famiglia e a chi amo.

A volte mi sono ritrovata a sognare di essere una musicista, di violoncello magari, con mio padre fuori ad aspettarmi dalle prove di entrata della Juillard. O ancora: quante volte mi sono immaginata a ritirare il premio Oscar o quello Pulitzer- la verità, gente, è che possiamo tutto. Se possiamo sognarlo, possiamo farlo.

E tutto quello che ho fatto ad ora, che ho scelto di fare fino ad ora, il percorso che ho intrapreso, è stato fatto in nome dell’amore, in nome di un rispetto per chi amo che va oltre l’ancient regime e scavalca i tempi. E ne sono fiera, anche se alla porta non ho tutto l’anno ghirlande che cambiano con il cambiare delle stagioni. Anche se ad ora non ho ancora un tavolo di legno un po’ vissuto dove radunare i miei 3 figli e mio marito. Ho un appartamento piccolo e un uomo che amo. Ho un progetto nel quale credo con tutta me stessa – e prego Dio ogni sera che mi dia la forza per avere coraggio sufficiente per credere di più nella potenzialità di questi sogni.

Io voglio che lo spazio che si dispiega tra dove sono e dove vorrei arrivare mi possa essere di ispirazione sempre, per raggiungere così nuovi traguardi. E il traguardo più bello è la gioia, che voglio scegliere sempre, come massima priorità. E che ciò che manca diventi solo un nuovo obbiettivo.

Mi ripeto sempre che le persone più forti non sono quelle che vincono sempre, bensì quelle che non si arrendono nonostante gli insuccessi, nonostante le lacrime, nonostante le porte chiuse in faccia.

Io sono quel tipo di donna che ti chiede dieci volte se sei arrabbiato con me, perché il silenzio non lo so gestire. Sono quel tipo di donna gelosa, paranoica e compulsiva. Sono quel tipo di donna che ti rimarrà fedele sempre, che ti amerà con tutto il cuore e che si prenderà cura di te, perché è quello che so fare meglio e perché voglio farlo. Il valore di un sentimento è la somma dei sacrifici che si è disposti a fare per esso. E i sacrifici, i compromessi fatti in nome dell’amore e per amore, altro non sono che piccole istantanee di eternità.

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Le connessioni che creiamo sono il motivo scatenante del perché siamo qui. E spetta noi come gestirle, se permettere di dare alla nostra vita il giusto significato o semplicemente ignorarle.

Io, ho sempre deciso di sottolinearle, enfatizzarle, curarle e coltivarle. E da che la mia mente ricordi, a NY queste sensazioni sono amplificate, perché a New York tutto diventa possibile.

E così, eccoci che partiamo di nuovo. Come ndr del 2015 devo mettere in nota però i imparare a viaggiare leggera.

NYC. Primi giorni di freddo, finalmente. Quel freddo acuto, pungente, quasi confortante. perché è inverno e voglio aspettarmi la neve, voglio cioccolate calde e voglio camini accesi e piedi freddi da avvolgere intorno a chi amo, lunghe serate con candele accese e coperte sul divano a ridere di film un poe stupidi ma sempre divertenti. Clementine nell’aria a profumare l’ossigeno che circola nel nostro corpo e guanti e paraorecchie e riscaldamento acceso.

Quindi freddo, ma sole e cielo blu.

Aria che sa di mandorle caramellate, di profumi misteriosi, di tradizioni culinarie antiche, di culture diverse. Aria.

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Dean&deLuca, dove perdermi tra mille farine, profumi e incantarmi davanti alle loro bagel, che la panificazione americana è tutta da gustare. Poi le nike che voglio comprarmi e che non trovo e un maglione dove perdermi di Jcrew, che però lascio sullo scaffale che bisogna farsi vedere parsimoniose – ma tanto nel silenzio di casa, in un attimo di distrazione possiamo sempre approfittare dello shopping online.

Stampi per le torte e cioccolati di ogni tipo. Bagel gluten free e dim sum confortanti.

La mia west broadway. Voglio un tatuaggio nuovo. Forse due.

Mano nella mano con te, la verità è che non mi serve altro e mi sento un po’ come nella canzone di Pezzali ” com’è bello il mondo insieme a te”, ed era tanto che non risentivo così. Perfetta senza chiedere troppo, senza voler programmare nulla, perfetta nella perfezione del momento stesso.

Fermarsi nello starbucks per la cioccolata calda. Voglio andare da Prune e alla Gramercy Tavern.

 E’  new year’s eve, e mi è dispiaciuto salutare questo 2014 così incredibile. Ricordiamoci di addormentarci con un sogno e trasformalo al mattino in un nuovo obbiettivo. Crogioliamoci nel conforto che solo poche persone riescono a donarci ma non dimentichiamoci di parlare con gli sconosciuti: ci sono storie che hanno bisogno di essere ascoltate perché ci possano insegnare qualcosa.
Viviamo prendendo e accettando rischi perché la realtà del presente e’ come dicevano le nonne: chi non risica non rosica.E allora mordiamo questi 365 giorni a venire, con l’innocenza di un bambino e l’umiltà di chi ha ancora molto da imparare.

Gli studi del good morning america e immaginarmi in una casa a gramercy park con te, e una partecipazione continuativa sulla NBC per parlare di cibo e ricette. Se sogno, sogno in grande, e dato che andrei in onda al mattino, ci sarebbe pure una limo che mi passa  apprendere every damn 7am, dove l’autista Josè, dai capelli bianchi e lo sguardo un po’ buono, mi farebbe trovare una tazza di caffè bollente ad attendermi per affrontare il viaggio fino agli studios.

Una crema da Aesop pensando di spendere meno, in realtà è un alibi per regalarsi un vizio. Ciondolare tra Tribeca e il Village, perdendosi tra le luci e le decorazioni natalizie.

Mai come in questa città ci si sente così a casa. Mai come in questa città tutto sembra possibile, a portata di mano.

La camminata per l’High Line e in barba al freddo. Scorpire nuove librerie, nuovi coffee shop, nuovi approcci alla vita.

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La prima neve. Central Park. Capodanno a  casa di sconosciuti a mangiare fantastici dim sum e takoyaki. Tornare in quella che era stata la mia casa, il mio quartiere e ritrovare alcune consuetudini, sorridendo al pensiero di una Gipsy più paffuta, con un piumino bianco reversibile oro lungo fino ai piedi, regalato da mamma prima di partire, e sempre freddolosa, sempre in cerca, sempre curiosa e sempre convinta che sia solo l’Amore a rendere il mondo un po’ più migliore.

La domanda più chiesta a Google del 2014 è “cos’è l’amore”. Seguita da “come ci si fa a baciare”.  Ed allora ecco: l’amore muove il mondo. Ed allora ecco: per il 2015 decidiamo di scegliere sempre l’amore.

Rendersi conto di non avere pazienza per le code: io in fila non ci so stare, e tiro fuori il peggio della mia aggressività.

Perdersi nei CVS, da Strand e ordinare sushi a domicilio, pregando che non arrivi dai peggiori bar di Caracas.

Disperdersi in China Town, tornare a casa e riempirsi gli occhi di tutte queste luci natalizie e le narici da tutti gli abeti che, finito il natale, vengono lasciati a bordo strada. Spaventarsi quando in uscita dal treno, ecco correre verso di noi un topo.

Mangiare mac ‘nd cheese da Mercer Kitchen, bevendoci sopra champagne. Imbambolarsi davanti ai graffiti, con la stessa innocenza di quando ci si blocca in una sorta di pellegrinaggio ateo davanti all’albero di Natale del Rockfeller center.

Brooklyn, Greenpoint e il traghetto per portarci nella city.

Girovagare in lungo e in largo per il MET, fare i turisti al Moma, correre in cerchio al Guggenheim. Rincorrere scoiattoli per ricordarsi che comunque sono roditori con la coda, per quanto carini.

Così insomma.

15 giorni a spasso, per scoprire una New York nuova, vista tutta attraverso i tuoi occhi.

 

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Indirizzi.

Abbiamo dormito a GreenPoint, Brroklyn.  Come Williamsbourg, assolutamente da vedere, girare e scoprire, specialmente Franklyn Street e Wytte Avenue.

Mercer Kitchen

Red Rooster

Homecoming per colazione

456 restaurant per il miglior cinese di Chinatown

Prune

Esme

Fornino Pizzeria

71 Irving Place

Grand Central Gourmet Market

Union Square Farmer’s Market ogni sabato e domenica mattina

Smorgasburg a Brooklyn dove troverete cibo, vestiti, mobile e arredi, in mezzo ad una fabbrica dismessa

Zabar’s per ogni acquisto di teglie e tegami, stampi e stampini

Dean&Deluca

Anthopologie in West Broadway

J.Crew in Prince Street

Silver Moon Bakery 

Pearl River per ogni acquisto “cinese” possibile.

Little cupcake bake shop

Save Rite Wine & liquors

Littleneck Outpost

Ordinare a domicilio? Con grubhub è facile, veloce e istantaneo.

A Capodanno siamo andati ospiti di una coppia molto cool, che ospita super club meravigliosi e organizza anche catering. Chiamatela, sarete loro ospiti per una cena speciale, nelle modalità e con i tempi che preferite voi. Ai vi delizierà con fantastici dim sum e altre prelibatezze. La trovate qui e potete scrivere a: [email protected]

Di mandorle caramellate nell’aria: New York City.

 


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