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di Pisacane nella terra dei tristi

Creato il 18 dicembre 2011 da Aureliocupelli

Qui, tra le piccole luci di una provincia lontana e silenziosa, può accadere anche questo.
Che di sera, infilandoti in un anonimo portone, scendendo una rampa dai gradini lunghi, bassi e sconnessi, sotto ad un soffitto basso, con tubi bianchi e cavi sospesi, ci si ritrova dentro un vecchio frantoio, nelle grotte cantine di una casa padronale. Il frantoio della Briccola.
di Pisacane nella terra dei tristi
Qui gli amici di TerritorioTeatro creano e raccolgono eventi, e li custodiscono, come le cose buone per l'inverno magro. Dentro al vetro come il vino e l'olio, appesi al soffitto come il prosciutto e il salame, nelle cassette di legno come le patate e le cipolle, sotto il grano come le mele e i meloni.
Stasera hanno raccolto, e lo mostrano a trenta fortunati amici, un prezioso momento di cultura.
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
Ho rivisto Giulio Greco dopo molti anni, durante i quali le nostre strade diverse non ci avevano più fatto incontrare. Lui proseguendo nella sua attività artistica dipanata tra la pittura e la scultura con la quale materializza il suo percorso di vita, mescolando le atmosfere arcaiche e magiche del natio Cilento con il rigore formale e naturale della Toscana dove risiede. Io, che forse avevo il bisogno del silenzio di Pierino per tornare sui miei passi, e riscoprire quello che avevo fatto.
Giulio mi chiede se ancora scrivo e fotografo. Ricorda dei miei lavori, quelli degli anni '90. Di cose fatte in un momento in cui erano nuove, importanti, che hanno lasciato il segno. Che lui, come altri, ricorda.
di Pisacane nella terra dei tristi
Giulio Greco è qui perché stasera Lapo Ciari mette in scena, assieme a Roberta Geri, una sua opera: "Pisacane nella terra dei tristi".
Sapevo che oltre alla pittura ed alla scultura si dedicava alla scenografia per il teatro. Stasera scopro un Giulio Greco scrittore sceneggiatore, autore di questo racconto storico-teatrale.
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
E' una storia romantica, che ci porta a rileggere il Risorgimento. Un'epopea di uomini che avevano avuto il coraggio di scegliere per cosa vivere, sapendo per cosa potevano morire.
Ma è soprattutto una storia di donne, e ci racconta che anche le donne hanno fatto il risorgimento, prima ancora di cominciare a pensare al suffragio universale, come se la consapevolezza dell'autoderminazione dell'uomo è il primo passo verso la libertà, e che la libertà è il primo, indispensabile, passo nella ricerca della felicità.
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
"Noi sottoscritti, forti nella giustizia della nostra causa e nella gagliardia del nostro animo, ci dichiariamo iniziatori della rivoluzione italiana".
di Pisacane nella terra dei tristi
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di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
Carlo Pisacane non c'è. Il racconto parte da pochi mesi dopo la sua morte. Dal tragico epilogo della spedizione di Sapri dell'estate del 1857, da quel tentativo di incendiare le masse contadine del sud, di quella politica del fare. Progenitrice della meglio preparata e più matura spedizione dei Mille che solo tre anni dopo riuscirà nell'obiettivo di rovesciare il regno borbonico con l'aiuto della popolazione.
di Pisacane nella terra dei tristi
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La narrazione parte dal collegio femminile delle Peschiere di Genova, dove Enrichetta De Lorenzo, la compagna di Pisacane, affida la loro figlia Silvia al tutore Mercantini.
di Pisacane nella terra dei tristi
Con lui rilegge il proprio diario, ripercorrendo la vita propria e di Carlo Pisacane, e, soprattutto il racconto della spedizione e della mattanza dei trecento giovani e forti, tutti morti. I più proprio per mano di quei contadini che credevano di poter liberare.
Nella seconda parte la protagonista è lei, Silvia, la figlia di Pisacane. Che dopo il collegio e la prematura morte della madre, viene presa in protezione da Giovanni Nicotera, futuro ministro del Regno d'Italia, tra i pochi superstiti, ma ferito, della spedizione di Sapri.
di Pisacane nella terra dei tristi
di Pisacane nella terra dei tristi
Racconta della sua malattia, la tubercolosi che la porterà via poco più che trentenne, ma soprattutto delle ingiustizie subite, dell'assenza, della superficialità e spregiudicatezza del padre adottivo, del Nicotera che aveva dato in prestito la sua dote, all'amico senatore Del Giudice, che non restituì mai, nonostante la causa intentata e le dimissioni da senatore del Regno.
di Pisacane nella terra dei tristi
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Lo spettacolo è commovente. La narrazione è poetica. Gli attori bravissimi, appassionati ed appassionanti.
Senti che la storia ti appartiene, che la bandiera inneggiata ed insanguinata ti appartiene.
Si sente. Bravi!
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