con un caldo allucinante che non permette di razionalizzare, ho la testa ‘sgonfia’ di pensieri. Come se una bolla di aria affaticata colonizzasse lo spazio solitamente riservato ai neuroni, nè novità nè emozioni mi riescono a scalfire.
In questa apatia generalizzata, inizio a comprendere alcuni meccanismi di difesa attuati da alcune popolazioni: la siesta messicana, il riposino pomeridiano dei miei amici siciliani, la stanchezza latente di certe popolazioni africane…
In verità avrei una gran voglia di fare un tuffo nel polo nord in questo momento. Ma lì i poveri pinguini mi direbbero che per loro fa molto caldo… e mi sentirei in colpa per l’effetto serra…
Sto Lucifero che non ho ancora capito se è un ciclone o un anticiclone (com’è la storia che uno porta il bel tempo e la bassa pressione, l’altro porta il brutto tempo e l’alta pressione, o vice versa… è un cosa che non ho mai memorizzato, come i meridiani e i paralleli e la latitudine e la longitudine… HELP!); ‘sto Lucifero, dicevo, mi sta facendo tirar le cuoia…
Resto in attesa che ritorni il fresco e io riprenda a ragionare…
