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Dialogo conclusivo di John Rambo da "Rambo"

Creato il 11 agosto 2012 da Maxscorda @MaxScorda

11 agosto 2012 Lascia un commento

TEASLE (rantolando): Forza… forza… (poi urlando) Pazzo figlio di puttana, finiscimi!
TRAUTMAN: Rambo! Rambo, non farlo! Ascoltami: non hai scampo… Getta via il fucile. Un elicottero ti porterà a Bragg. (Arrivano dei soldati e aprono il fuoco) Cessate il fuoco! Kern, cessate il fuoco! (Torna a rivolgersi a Rambo che sta ricaricando l’M60) Pensa bene a quello che fai. L’edificio è circondato, non c’è via di scampo: fuori ci sono duecento uomini armati di M16. Anche tu hai scatenato questa guerra. Hai provocato abbastanza danni: la missione è conclusa, capito? Questa missione è conclusa! Guardali là fuori, guardali! Smettila o ti uccideranno. È quello che vuoi? È finita, Johnny. È finita!
RAMBO: Non è finito niente. Niente! Non è come premere l’interruttore. Non era la mia guerra: lei l’ha chiesto a me, non io a lei! Io ho fatto di tutto per vincere, ma qualcuno non ci ha fatto vincere. E a casa, all’aeroporto, quelle ragazze a protestare… Mi hanno sputato, mi hanno chiamato infanticida e altre simili volgarità: cosa protestano contro di me, senza essere stati lì, aver vissuto ciò?
TRAUTMAN: È stato duro, ma è passato.
RAMBO: Per lei! Per me la vita da civile non ha senso. Lì avevamo un codice d’onore: tu copri le mie spalle, io le tue. Qui non c’è niente!
TRAUTMAN: Tu sei l’ultimo di una squadra d’élite, non puoi finire così.
RAMBO: Lì pilotavo elicotteri, carri armati, avevo attrezzature che valevano milioni: qui non riesco a trovare un posto neanche come posteggiatore! (Comincia a piangere) Ma dove sono andati a finire tutti? Lì c’erano tutti quei tizi… C’erano tutti quei coraggiosi… I miei amici… Qui non c’è nulla! Si ricorda di Dan Forest? Aveva un fazzoletto nero sulla fronte. Aveva trovato delle monete magiche che aveva mandato a Las Vegas perché ne parlavamo sempre. Della Chevy Cabrio 58, su cui volevamo andare finché cadessero le gomme. In uno di questi fienili venne da noi un bambino con una scatola da lustrascarpe. «Lucidare?» ha continuato a chiedere. Joe disse sì. Ero andato a prendere un paio di birre. La scatola era cablata. L’ha aperta… Le sue parti sono volate dappertutto. Giaceva lì e gridava… Ho su di me tutti questi
brandelli di lui! Io cerco di liberarmi di lui, il mio amico! Sono pieno di lui! Dappertutto sangue e il resto… io cerco di tenerlo insieme, ma le budella escono continuamente. E nessuno lo voleva aiutare. Ha detto solo: «Voglio andare a casa!» e ha chiamato il mio nome. «Voglio andare a casa, Johnny! Voglio guidare la mia Chevy!» ma io non trovo le sue gambe. «Non trovo le tue gambe!» Non riesco a togliermelo dalla testa. Sono passati sette anni: lo vedo ogni giorno. A volte mi sveglio e non so dove sono. Non parlo con nessuno. A volte per tutto il giorno. A volte per una settimana. Non riesco a togliermelo dalla testa… (Il suo discorso finisce in un rantolo) Che cosa devo fare?…
Trautman lo fa alzare e lo abbraccia.


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