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Dimmi come comunichi e ti dirò chi sei (Parte II)

Da Psytornello @psytornello

Nel post precedente abbiamo approfondito le differenze tra comunicazione passiva, aggressiva ed assertiva. Oggi cercheremo di capire come agevolare la nostra assertività.
Utilizzare uno stile comunicativo assertivo vuol dire innanzitutto operare un ascolto attivo, riformulando spesso quando viene detto dall’interlocutore: questo dimostrerà che abbiamo compreso il messaggio ma anche l’atmosfera emozionale che lo circonda. In questo modo possiamo garantire una comunicazione di qualità. Allo stesso tempo, anziché utilizzare giudizi ed etichette, è bene descrivere in maniera il più possibile oggettiva il comportamento sul quale intendiamo fornire la nostra opinione. Questo eviterà all’altra persona di mettersi sulle difensive o in posizione di chiusura nei nostri confronti.

Esprimere dei sentimenti positivi ovviamente rende più calorosa e intima la relazione, collocandola su un piano di fiducia e disponibilità reciproca. Se però il sentimento provato è negativo, è comunque necessario esprimerlo evitando di colpevolizzare l’altro.
Esempi:
- “Ho notato che mi interrompi spesso mentre parlo (descrizione non valutativa del comportamento). Questo mi infastidisce (espressione del sentimento) perché mi fa perdere il filo del discorso (descrizione dell’effetto)“.
- “Ho notato che quando ti parlo sei spesso distratto. Ciò mi dispiace molto perché…

Esprimendo il nostro stato d’animo (senza soffocarlo) ci sentiremo subito meglio e aiuteremo chi ci sta vicino a comprendere quali sentimenti genera in noi. L’interlocutore che viene messo al corrente dell’impatto negativo prodotto sull’altro dalle proprie azioni molto probabilmente sarà indotto a cambiare strategia.
Attraverso la comunicazione assertiva il soggetto esprime senza ambiguità ciò che sente e quanto afferma a voce trova piena corrispondenza con il linguaggio del corpo. Lo stile comunicativo sarà inoltre adeguato alla situazione e alle caratteristiche dell’interlocutore: con un amico o un familiare in difficoltà, più che l’assertività sarà utile uno stile empatico, nel quale comunichiamo tutto il nostro supporto emotivo.

Una delle caratteristiche della comunicazione assertiva è la capacità di saper dire di no a richieste inaccettabili. Ma c’è modo e modo di dire di no.
Il NO deve essere motivato in maniera onesta e accompagnato dall’espressione del sentimento ad esso correlato. Es. Un amico può chiedermi: “Vuoi venire a pesca con noi domenica mattina?” – La risposta potrà essere: “No grazie ma la pesca non mi piace (espressione di un sentimento) e poi non ho voglia di svegliarmi presto domenica (onestà)”.
Un NO secco e privo di motivazioni non è tipico della comunicazione assertiva e solitamente genera aggressività nell’interlocutore in quanto può essere percepito come una forma di superiorità o di disprezzo.

Come si comporta l’assertivo quando deve formulare una critica? L’assertivo esplicita la critica in modo da motivare la persona a migliorarne le prestazioni future e a rendere più positivo il clima relazionale. La critica viene focalizzata sulla prestazione e non sulla persona, che continua ad essere pienamente rispettata ed è utile quando permette all’interlocutore di identificare gli aspetti sui quali farebbe bene a riflettere ed a fornire l’aiuto necessario a far sì che non ricada nello stesso tipo di errore in futuro.


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