Magazine Diario personale

Domani, forse

Da Lucas
dentro la gabbia alcuni dormonoaltri prendono posizionebambini e cani sono rimasti soli?trattengo le coperte sulle brande:cadranno o non cadranno altre bombe?Il cielo diventa azzurro cupo nei tagli delle vieuna puttana bionda quasi anzianaancora bella di cosce e seniseduta su una seggiola impagliata consolaun uomo con gli occhi luccicanti«pazienza se non ce la puoi fare, domaniforse, adesso vai via che disturbi»un travestito ha finito di fare la spesaeretto, orgoglioso in equilibrioporta a casa sulla testa un cesto pieno di viveri.Ma la guerra? È davvero finita?C'è da mangiare per tutti, adesso?Ancora per pochi giorni, sìancora
21.8.1981
Antonio Porta, “Come può essere un poeta amato?”, inTutte le poesie, Garzanti, Milano 2009
Adesso vado via che disturbo, la ringrazio comunque di essersi prestata alla mia impotenza, al mio scorno, alla mia finitudine. La ringrazio di avermi ascoltato, di avermi fatto versare lacrime inutili, di aver avuto compassione e di non essersi messa a ridere della mia miseria. La sua comprensione, la sua pietas sono state per me oro che luccica in questa giornata di pioggia necessaria. Vorrei poterle restituire ciò che m'ha dato, lo sappia, e non è cosa facile. Lei mi è stata di grande aiuto, mi ha aperto un mondo, mi ha fatto capire che basta poco per sentirsi umani e non soliti stronzi indifferenti che girano le spalle e vaffanculo al mondo. La sua saggezza, la sua gentilezza vengono da lontano, sono figlie di una vita fatta senza mai mettere i piedi in capo agli altri, lei è consapevole di questo, lei è saggia e - se avesse tempo - sono sicuro che si vestirebbe e verrebbe fuori con me ora, sotto la pioggia, a camminare accanto a questo fiume che tira il fiato, sotto questi alberi che, lo senti, stanno cantando dalla soddisfazione per un aprile che ha mantenuto la promessa. E io e lei, due sconosciuti, ci mettiamo in ascolto dandosi la mano per percepire se la musica prodotta è per entrambi la stessa. Ed è già ora il domani promesso. Ma è tardi, la ringrazio, non voglio disturbare oltre. Spero di rivederla. Domani? Forse.

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