Quattro anni dopo furono assegnati i lotti e venne presentato il progetto di Liebskind per il Grand Canal Theatre: 2.000 posti inseriti in un edificio dalle forme acuminate costituiscono da un lato la quinta naturale della piazza progettata da Martha Schwartz e dall'altro segnano il margine della Doda.
L'edicio è pensato per ricordare un boccascena e la vetrata esterna un sipario, la piazza la sera si illumina di rosso. Il teatro è ben integrato nella piazza. L'intervento però non è integrato con la città circostante, ogni connessione sembra tranciata con tutto ciò che non è inserito nel masterplan.
