Avete mai pensato a come ci si possa sentire avendo due anime nello stesso corpo? Un sovraffollamento a dir poco imbarazzante: facciamo un esempio prendendo la sottoscritta. Elena e, un nome a caso, Phoenix. Elena è una fan scatenata del silenzio e dell'introspezione: Phoenix, invece, del caos e del movimento. Elena non tollera perdere tempo mentre Phoenix, d'altra parte, di tempo sembra averne sempre fin troppo. Vi immaginate la scena?
- Phen, dai, ho fretta! Smetti di cincischiare e muovi il fondoschiena! -
- Elena, sei davvero la mia croce. Possibile che tu non possa aspettare qualche istante? Devo soltanto finire di parlare con X dell'ultimo libro di Glenn Cooper.
- Phen, devo andare a lavoro, muoviti!
- Tu lavori, vecchia mia, io vivo -
- Vorrei prenderti a calci! Non puoi chiamarlo questa sera? -
- So che tu queste cose non puoi comprenderle, zitella inacidita, ma ogni lasciata è persa. E questo qua non è certamente da perdere..
- ninfomane!
- Frigida!
- Ti odio!!
“Da nessuna parte”,
avrei voluto rispondergli. Il problema era sempre stato soltanto uno:
era terribilmente miope. Questo gli aveva impedito di vedermi tutto
questo tempo. Ma tacqui, limitandomi a sorridere: erano soltanto
piccolezze, ora che eravamo insieme.
In un momento di
disperata foga “pre-orgasmica”, lo bacio con furore,
slacciandogli il papillon, la camicia, ed il gilet marrone “antico”.
Sto per toglierli la canottiera della salute, dopo avergli
accuratamente accarezzato i ricci crespi in testa quando,
inavvertitamente, mi sbilancio in avanti, urtando con il naso il suo
scheletrico braccio.
- Elena, puzza! - si lamenta Phen, disgustata.
- Non è vero, sa di uomo – ribatto, riprendendo l'equilibrio e discostandomi dall'ascella incriminata.
- Preferirei mettere il nostro naso dentro una cipolla, piuttosto che continuare a sentire questo tanfo di uova marce.
- il pelo si può tagliare.
- Ed un'ascella si può lavare. E poi non puzza così tanto.
- Assolutamente.. - inizio io. Avrei voluto concludere con un no, ma Phen, approfittando del mio stato fisico alterato dalla promessa di passione di quella sera, riesce a prendere il controllo sulle mie labbra, mugugnando un sì.
- No, volevo dire no! - urlo, cercando di risollevare la situazione.
Che dire, amici: un'anima soltanto basta ed avanza!
L'idea per questo post è venuta leggendo..
Hybrid Quel che resta di me di Kat Zhang GiuntiY pagg. 414 prezzo: 14,50€ in libreria dal 6 marzo
Io ed Addie siamo nate nello stesso corpo. Le dita spettrali delle nostre anime erano strettamente intrecciate prima ancora che cominciassimo a respirare. I primi anni insieme sono stati i più felici. Poi sono cominciate le preoccupazioni, le labbra strette dei nostri genitori, le fronti corrugate delle insegnanti della scuola materna, le domande che tutti pronunciavano a mezza voce quando pensavano che non stessimo ascoltando. << perché non cominciano a stabilizzarsi?>>
[presto la recensione sul Diario!]





