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Due mesi di solitudine

Creato il 01 agosto 2010 da Dario
Due mesi di solitudine
Che rapporto avete con la solitudine? Vi è mai successo di vivere per un tempo senza altri esseri umani nei paraggi? Solo immaginarlo spaventa, vero? I miei contatti con il mondo sono fatti di telefonate, mail, libri e canzoni.
Con la gente locale ovvero con la famiglia del mio capo parlerò mediamente cinque minuti al giorno. I valligiani sanno di me però non fanno a pugni per venirmi a conoscere e mancando qui luoghi di aggregazione sociale quali bar e piazze la cosa si fa difficile anche per me. In bosco sono completamente solo.
E' in quel contesto che l'esperienza della solitudine si fa totale. Ci sei tu e basta.
Ad istinto ci verrebbe da rifiutare una situazione del genere ed io inganno il cervello come in altri contesti spiacevoli convincendomi che è una situazione temporanea e che il tempo vola. Ed è vero, sono già passati due mesi.
Durante il lavoro quindi chiacchiero con me stesso. Mi racconto la mia vita, analizzo situazioni, mi do la mia opinione sui fatti di attualità, sulla politica, sul lavoro. Mi diverto a fare ritratti di persone. Mi chiedo, che ne pensi di tizio o di tizia? La mia mente dispone anche di una discreta biblioteca e rievoco brani di libri letti o di film visti. Anche in questo caso mi diverto a stilare analisi e commenti. Jhon Fante povero e Jhon Fante ricco. Steinbeck e il mondo agricolo. In “Furore” parlava già di uso sostenibile delle risorse. La poesia di “Uomini e topi”. Il tutto ovviamente un po' sconclusionato come lo è ogni flusso di pensiero.
Infine riemergono i ricordi personali e i volti delle persone. Allora cala la malinconia. Converso con le ragazze che ho amato e perduto i cui visi delle volte hanno perso molti dettagli. Quelle che ho avuto e quelle che mi hanno respinto. E alla fine mi trovo a sospirare ...sarebbe bello che... ah! se fosse andata in un altro modo... Ah! Se lo avessi capito prima...Ah! se fossi stato diverso... Ah se non avessi indugiato... poi il tutto sfuma e, se allungo un braccio, non tocco niente.
Gli amici. Le serate di baldoria in montagna. Il sentirsi un gruppo. La birra. Le ore piccole. Guardare le stelle prima di andare a letto. Raccontatemi di una festa. Su raccontatemi degli ubriaconi, di paese, delle ragazze facili. Dobbiamo sbronzarci, dobbiamo scoparcele tutte, dobbiamo andare al mare e guardare le onde di notte e respirare la salsedine.
Dove siete amici?
E poi la solitudine ti fa l'ultimo scherzo, forse il più duro. Cominci a pensare che niente importa e che tutto è profondamente sbagliato.
Qui però entra in gioco la virtù che mette fine a queste stronzate ricordandoti che la mente il più delle volte partorisce pensieri che non ti appartengono.
Se devo stare qui fino ad ottobre preferisco deprimermi o uscirne migliore?
Così mi sono fatto mandare dall'Italia un I-pod e l'ho riempito di musica e di pod cast di trasmissioni di approfondimento ed altre di intrattenimento leggero, corsi di spagnolo e inglese.
Adesso in bosco mentre lavoro chiacchiero con me stesso, canto, imparo le lingue e seguo l'attualità.
Insomma sono ancora in piedi.

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