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Dylan Dog 339 - Anarchia Nel Regno Unito | Recensione

Creato il 03 dicembre 2014 da Xab @Xabaras89
Dylan Dog 339 - Anarchia Nel Regno Unito
Sarò breve e conciso:
Il miglior Dylan Dog da molto tempo a questa parte.
Dylan è Dylan, il classico eterno romantico e nostalgico che non sa stare al mondo...ma il mondo, per la prima volta dopo moltissimi anni, sembra essere quello di oggi.
Non tanto per internet e tablet (che non sono onnipresenti orpelli estetici com'erano nel 338) ma perché quel senso di disagio, tensione e protesta viene rappresentato al meglio da Simeoni.
Con un occhio un po' settantiano forse, va bene, ma del resto viviamo in un epoca molto affine ai tristemente celebri "anni di piombo" italiani, anche a livello internazionale.
C'è poi quella punta di Alan Moore che aleggia qui e la, sarà l'anarchia, la protesta, Londra la maschera e i rimandi storici...che personalmente mi manda in brodo di giuggiole.
Un Dylan Dog molto politico, con un orrore molto da uccisori e sopratutto socialmente spaventosamente attuale.

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Dylan Dog 339 - Anarchia Nel Regno Unito
Casertano mi fa sempre salire un po' il magone perché lo associo d'istinto ad alcuni vecchi albi classici di DyD, e personalmente il suo tratto mi piace sempre un sacco (e in questo numero si è speso benissimo, nonostante fosse praticamente promosso d'ufficio da queste parti)
Altrettanto bene si può dire del debutto dell'Ispettore Carpenter, sostituto del pensionato Bloch che si preannuncia un gran bel rivale nemico-amico, uno con cui il nostro Dylan avrà modo di scornarsi della grossa (un personaggio molto classico e perfetto per il fumetto seriale: il poliziottone con le palle)
Buona la prima anche per la bella collega Rania, anche se mi riservo qualche altra apparizione per poterla giudicare meglio

Conclusione

Promuovo tutto a pieni voti, tranne le osservazioni di Recchioni sul punk nell'editoriale :D
PS: l'ho appena appena finito di leggere, quindi queste sono considerazioni tanto a caldo che ci potete cuocere le frittate

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