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E il Premio Nobel per la letteratura (araba) va a…

Creato il 06 settembre 2013 da Chiarac @claire_com_

Immagine nobelMancano 27 giorni (circa) all’annuncio del prossimo Premio Nobel per la Letteratura e i blog letterari sono in fibrillazione (qui, qui ma anche #totoNobel su Twitter).

Editoriaraba poteva fare eccezione? Naturalmente no. Se non che c’è ben poco da stare in fibrillazione almeno per quanto riguarda la letteratura araba visto che i nomi favoriti, stando a Ladbrokes, sito riportato anche da Marcia L. Qualey sul suo blog, sono pochi e soprattutto ricorrono da anni, il che fa pensare che siano stati messi lì per pro forma più che per una reale chance di vittoria.

I primi in lizza sarebbero: la scrittrice algerina Assia Djebar e il poeta siriano Adonis, entrambi con “punteggio” 14/1 (non ci capisco nulla di scommesse quindi perdonatemi se non utilizzo un linguaggio appropriato). Seguono: lo scrittore libanese Elias Khouri e il poeta palestinese Ghassan Zaqtan, entrambi con minori possibilità, mi pare di capire, perchè sono dati per ora 100/1.

***

Ora, visto che neanche l’Accademia svedese pare prestare molta attenzione alla letteratura araba (vittimismo arabista), che dal 1901 a oggi ha riportato solo un laureato al Nobel, lo scrittore egiziano Nagib Mahfuz, direi che possiamo provare insieme a comporre una rosa di nomi di autori arabi che vorremmo ricevessero il Premio. Non serve a nulla da un punto di vista concreto, ma magari è catartico.

Potremmo procedere così: ognuno nei commenti scrive due nomi:

a) chi vorresti vincesse il Premio Nobel quest’anno (e perchè)

b) chi avresti voluto vincesse il Premio Nobel in passato (e perchè) – così diamo possibilità anche a chi ormai non c’è più

Comincio io?

a) Elias Khouri: perchè ritengo sia il più importante scrittore libanese contemporaneo. E perchè quando ha raccontato nei suoi libri della guerra civile libanese, o del popolo palestinese, lo ha sempre fatto con parole non scontate, non mai ha banalizzato l’orrore e le sofferenze umane. Inoltre non ha mai fatto mancare la sua voce quando si è trattato di denunciare i crimini di Assad e di alleviare la solitudine del popolo siriano.

b) Mahmoud Darwish: non so se ci sia davvero bisogno di commentare, ma comunque. Non sono una grande lettrice di poesie, ma quando inizio una poesia scritta da Darwish, mi è impossibile staccare gli occhi, e il cuore, dalla pagina.

(e non mi venite a dire che è difficile fare due nomi soli perchè lo so bene, oh se lo so)


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