Nella sala d’attesa della stazione ci sono delle sedie in plastica con una seduta che permette letteralmente di sprofondarci dentro e che a primo avviso risultano comode…se non si hanno problemi di schiena. Proprio oggi una signora anziana con occhiali dalle lenti molto spesse è bella che sprofondata e attorno a sè ha pure creato una fortificazione con le numerose sportine di plastica con cui evidentemente oggi viaggia. Legge tranquillamente un libro di Khaleid Hosseini, E l’eco rispose, facendo però molta fatica a girare le pagine con le mani al caldo nei guanti di lana, mentre la voce di Trenitalia annuncia ritardi fino a 30 minuti.