E l’italia unita, esulta nel calcio!

Creato il 30 giugno 2012 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

 E’ un giorno speciale per l’Italia del calcio. I telegiornali ci rimandano immagini e servizi di ritrovata unità nazionale, tutta concentrata nella gioia dell’avvenuta vittoria calcistica sulla Germania. Gli italiani esultanti,  vivono  un doppio confronto tra Italia e Germania, il  vertice con Monti e Merkel, indubbi protagonisti nelle giornate  europee e  l’eterna sfida tra le due nazionali su un campo di calcio. La vittoria, netta, meritata, degli azzurri travolge in un unico grande boato, questa Italia stremata da disoccupazione, tasse, spread e disillusioni.

” Grandi”, urlano  i tifosi ai microfoni, non riuscendo trattenere la gioia e l’orgoglio italico. È la tensione che si sfoga. Da Roma a Varsavia esplode la gioia tra i tifosi dell’Italia, che sconfigge la Germania 2-1. Grazie alla doppietta di Balotelli, gli Azzurri volano dunque in finale a Kiev, dove domenica dovranno vedersela con gli spagnoli. Altra ironia della sorte, stavolta l’avversaria non è la temuta  metafora del rigore teutonico, ma un altra bistrattata nazione che sta attraversando simili peripezie per la sopravvivenza.

A seguito di questa vittoria l’Italia apprezzata e rispettata, gode del trionfo mondiale. Su tutti  primeggia l’incredibile Hulk azzurro.

Balotelli, il supermario nero di pelle ma, con l’animo e l’accento bresciano, ha fermato il sogno tedesco. Ha battuto la superpotenza che, almeno sul tappeto verde, non si è dimostrata invincibile. Il nome di Balotelli imperversa. Balotelli fa impazzire il mondo. Un solo colore e un solo volto consacrano all’unanimità dei media questo straordinario talento finalmente sbocciato nel giorno più importante. Un gol di testa su cross di sinistro di Cassano, uno con un destro di micidiale potenza.  Il Balotelli nazionale conquista tutti e l’opinione straniera lo incorona. L’Italia c’è, l’ha detto anche Prandelli, almeno nel calcio…

La fortuna,   si è divertita a convergere in positivo sull’Italia. Due volte. In una semifinale degli Europei e in un summit europeo. Con due Mario entrambi decisivi per piegare le resistenze della Germania, la nazionale e la nazione più poderosa in questi mesi del Vecchio Continente. E la fotografia di un’emergenza sociale pronta a dipanarsi drammaticamente entro pochi mesi, va a incrocirasi  involontariamente, con  la vittoria dell’altro Mario, Balotelli. Nel suo tripudio per la finale conquistata.   Su tutto spicca il figlio di immigrati che è riuscito a diventare campione. È una storia di riscatto sociale,  in campo sportivo. Un confronto sul quale dovrà cimentarsi il Mario economista, quello che segna di testa sul bilancio.

Per lo scudo anti-spread? Eurobond? Ci pensa Mario. L’altro Mario,  quello impeganto a salvare l’euro  e a rincorrere il pareggio di bilancio e la crescita.  Le consegne passano al vertice dei ministri delle finanze. Tocca all’altro supemario portare a casa un risultato oltre le aspettative  e far esultare gli italiani con un’ altra secca vittoria : gli Stati Uniti d’Europa.


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