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... e parliamo di politica

Creato il 23 febbraio 2015 da Bernardrieux @pierrebarilli1

... e parliamo di politicaCi metto la faccia e insisto. La necessità del sistema partitico di riguadagnare consensi deve fare i conti con il fatto che i partiti stessi sono molto spesso autoreferenziali e, agli occhi dei cittadini, inutili gusci vuoti. Lungo questa deriva, il primato della politica tramonta e fa una certa tenerezza sentire Berluconi pronosticare la risurrezione del centrodestra, appaiono irrealistiche le speranze della Lega con Salvini  che fa il controcanto a Renzi, un altro bravo illusionista  che si sente primo partito...di minoranza, anche perché, Renzi o non Renzi,  occorrerebbe dire la verità: la sinistra, come forza alternativa capace di governare, è morta ed è accaduto che la sinistra ha fatto blocco con la Democrazia Cristiana... che, paradosso del paradosso, si sta mangiando il PD.  Ma c'è, c'era, dell'altro. A sinistra c'è stato il regolamento dei conti,  lo scontro tra comunisti e socialisti. Pareva che con la crisi del comunismo e la caduta del Muro di Berlino, avessero vinto i socialisti e invece, c'è chi li chiama capricci della storia... in realtà i socialisti furono la vittima designata di una campagna moralistica, magari giustificata, ma a senso unico e condotta con la ferocia della vendetta e volontà di distruzione.
Sia come sia, la maggior parte degli italiani, non andando a votare o premiando candidati di protesta, ha lanciato un messaggio molto forte ai partiti e alle istituzioni: non vi crediamo più.
Il disgusto dilaga, la sfiducia pure,  l’unica risposta possibile è un taglio netto con il passato,
 Già, appunto, oggi anche a casa nostra, non ci si confronta con i partiti, bensì con la loro crisi, soprattutto di autorevolezza che molto spesso si traduce in arrroganza.
Pensare al loro recupero per rimetterli in gioco senza cambiare una virgola rappresenta una pericolosa illusione.
L’unica soluzione è cambiare... e invece ritorna la DC.
Ripeto: cambiare, questo chiedono i cittadini elettori, di destra e di sinistra. Chi lo capisce per primo vince.
Su questo terreno, a livello locale avanza il civismo,  rappresentanza vera degli interessi del cittadino, non l'improvvisata costola elettorale di questo o quel raggruppamento partitico, ma un civismo di tutti i giorni, legato al territorio, primo riferimento vero, vitale, riconoscibile, attraverso cui canalizzare e dare risposte ai problemi del territorio e della gente che lo abita, lavorando, mettendo su famiglia, crescendo i figli e ponendo le basi per consegnare a loro un futuro di opportunità  nella pluralità di interessi in una società aperta  dove si confrontano   idee e programmi.
Da liberale, non posso fare a meno di segnalare che, come ricorda Piero Ostellino ("Lo Stato canaglia" Rusconi Editore),  le nostre istituzioni pubbliche e le nostre forme di  organizzazione sociale riflettono una cultura statalista, dirigista, protezionista; in una parola, illiberale. L'Italia conserva dell'autoritarismo fascista e del totalitarismo comunista il pregiudizio ideologico nei confronti dei diritti soggettivi e naturali dell'individuo; al contrario occorrerebbe una bella cura dimagrante dell'invadenza dello Stato.Ho finito, anche se in verità tutto è appena iniziato, ma questo vuol essere null’altro che, come si diceva una volta,  un contributo al dibattito.(cp)http://feeds.feedburner.com/BlogFidentino-CronacheMarziane

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