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Ecco il Social Network dei Promessi Sposi

Creato il 18 ottobre 2012 da Franzrusso @franzrusso

Può sembrare bizzarra come associazione, ma i Promessi Sposi sono un bell’esempio di relazioni sociali intrecciate. Oggi possiamo guardare il romanzo come un grosso social network, e per questo rileggerlo, grazie a Cross Library Services che ha realizzato il progetto di cui vi parliamo oggi con la partecipazione della Provincia Autonoma di Trento, insieme a  studenti e docenti

% name Ecco il Social Network dei Promessi SposiChe cosa c’è dentro i Promessi Sposi e negli altri classici della letteratura? Ci sono reti sociali, personaggi che dialogano e agiscono, luoghi reali e immaginari, scene d’azione, riflessioni storiche, commenti ironici, immagini condivise. In un progetto di ricerca della Provincia Autonoma di Trento, con la partecipazione attiva di studenti e docenti, Cross Library Services ha progettato e realizzato un prototipo per rileggere i classici in formato digitale, utilizzabile gratuitamente nelle scuole. Un motore semantico «smonta» il testo in elementi costitutivi come personaggi, luoghi, argomenti, sequenze narrative. I «mattoni» della narrazione sono poi riaggregati in reti di relazioni che suggeriscono percorsi e occasioni di lettura (in quante occasioni Fra Cristoforo incontra Lucia; dove si trova il castello dell’innominato; dove era nata la monaca di Monza). A ciascuna entità si associano contenuti extra testuali e collaborativi che arricchiscono ulteriormente l’esperienza di lettura e consentono percorsi didattici diversi. Lo studente o lettore può direttamente associare, ed eventualmente condividere, immagini, pensieri e video collegandoli alle altre risorse.

Alessandro Manzoni, quando pensò di realizzare una versione illustrata de I Promessi Sposi, aveva in mente solo i lettori del 1840 o sperava in un successo più duraturo? Probabilmente non avrà immaginato che dopo quasi due secoli il suo romanzo sarebbe stato riletto con interesse dagli adolescenti di oggi, lontani dal mondo di Lucia e Renzo e del loro autore, attraverso computer, tablet, smartphone, ebook reader e LIM.

Che cosa c’è dentro gli archivi e le biblioteche? Nell’aprile del 2013 si inaugurerà la Digital Public Library of America, che porterà su internet, gratis, i testi conservati nelle maggiori biblioteche universitarie d’America. Succederà qualcosa di simile anche in Italia? Il movimento delle Digital Humanities sta prospettando l’apertura delle casseforti protette nelle biblioteche e negli archivi, per favorire la scoperta di tesori nascosti da parte di studenti, studiosi e, in generale, di tutti i cittadini interessati.

Oggi stiamo partecipando al superamento dell’idea di conservare i contenuti a beneficio di pochi eletti e stiamo assistendo ad un nuovo rinascimento culturale con le Digital Humanities. L’integrazione tra i motori di ricerca e le tecnologie semantiche facilita l’accesso e l’uso del patrimonio culturale e consente la costruzione di relazioni tra contenuti fisicamente distanti ma concettualmente vicini.

Cross Library Services ha raccolto la sfida di facilitare la (ri)scoperta e l’accesso al patrimonio culturale, vera ricchezza del nostro tempo e del nostro territorio, attraverso l’uso di tecnologie linguistiche e semantiche. E a noi ci piaceva presentarvi questa idea, di grande interesse e speriamo anche di grande successo.

CLS nasce come risultato di una lunga collaborazione fra un’azienda di sviluppo software di Torino che opera da quindici anni, la CELI (www.celi.it), e l’Unità di ricerca Human Language Technology della Fondazione Bruno Kessler di Trento (hlt.fbk.eu), centro di eccellenza nel panorama della ricerca internazionale.

Cross Library Services è presenta in questi giorni a Smau, Percorsidell’innovazione – Pad. 2, Stand A81. 


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