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eccomi ancora qui,.... incredibile ho avuto un commento, ...
Creato il 06 settembre 2010 da PeranzoniIL PROBLEMA DEGLI ORIGINALIDopo avere analizzato le caratteristiche presenti e future di come sonoe potrebbero essere gli e-drawing nello scenario editoriale elettronicosi presenta il problema, già accennato all'inizio, di cosa è un originalenel contesto della realtà digitale. Se ogni file di immagine può essereconsiderato un originale a s'è ed indistinguibile dal file chel'illustratore ha prodotto per la stampa o nel caso di un e-book per la'messa in rete' è anche vero che così non è. L'illustratore crea la suaimmagine con determinati software che mantengono sia i vari livelliche compongono il disegno, sia la memoria storica di ogni suomovimento nel fare quel disegno (scrip). Solo successivamente perquestioni di memoria e di peso del file che i livelli e i passaggi deldisegnare vengono uniti e di fatto annullati in un unica immagine chepotrà essere ripetuta. Esistono dunque dei file unici che potrebberoessere considerati i veri originali e che potrebbero avere un lorovalore. Ma la cosa incredibile è che seguendo questo ragionamentonon è più il risultato finale e cioè l'immagine ma il suo fare, l'atto delcompiere, il gesto memorizzato che prende valore e l'autorità di operad'arte. Per la prima volta il valore estetico di un immagine passa dalprodotto finale di un fare al fare stesso, alla tècne.Il problema è a chi possa servire o piacere di avere un file unico da cuisono state riprodotte migliaia di copie. La questione allora va forsepostulata in maniera differente. Perché un originale di un immagine,sia artistica o illustrativa, ha un valore differente dalla sua copia?Evidentemente perché i colori di un originale hanno qualche cosa inpiù rispetto alle sue copie. Non ci sono paragoni per esempio nelpercepire dal vero la divina armonia dei colori di un quadro diTiziano a confronto di una sua copia anche se pur perfetta di un suoallievo o una copia in digitale dal più alto livello di risoluzione.Nel campo dell'immagine fino ad ora l'originale era irripetibile anchecon la più avanzata tecnologia. Quando l'autore spalma la materia deipigmenti sulla tela o sulla carta, il risultato a cui perviene non èriproducibile completamente. Non esiste tecnologia che possariprodurre i milioni di atomi che strato su strato portano a far vibrarela luce in quella determinata maniera. Infatti anche il falso piùperfetto può essere smascherato e sensitivamente chiunque percepisceuna sostanziale differenza ogni volta che vede un originale e loconfronta con la sua copia fotografata ad alta risoluzione sul catalogostampato sulla carta migliore. L'originale è tutta altra cosa. Haqualche cosa in più che non sappiamo decifrare.Ma ora nella realtà digitale, l'autore di una immagine non usa più lamateria, costruisce i suoi rapporti di colore, le sue armoniecromatiche, le sue forme con qualche cosa che solo ora si puòriprodurre fedelmente, in ogni singolo atomo che in questo caso sichiama pixel o bit del suo computer. I rapporti binari che lui mette ingioco sono alla radice rapporti numerici e quindi perfettamenteripetibili.È la scomparsa dell'originale! Ma niente panico. È da secoli che unaltra forma d'arte continua a creare opere meravigliose trasmettendocomunque sensazioni profonde e senza bisogno dell'originale, è lamusica! Un opera di Mozart o una canzone di Hendrix riprodotte suvinile o su cd ha la stessa forza se suonate dal vivo dal loro autore, lospartito originale scritto di loro pugno in effetti interessa solo aglistorici o agli amatori di cimeli. Il loro valore è di come hannorapportato le note tra loro. E il fatto che le loro sinfonie sono basatesolo su sette note e con determinati rapporti matematici, consenteteoricamente di potere ripetere la stessa sinfonia come fu suonata laprima volta. Teoricamente, perchè poi ogni esecutore ci mette unainterpretazione tutta sua e che fa la differenza, però in questo caso nonci sono milioni di particelle di colore da sistemare in un determinatospazio per ottenere la copia perfetta. Ora al creatore di immagini siprefigura la stessa realtà, le sue note sono i pixel digitali e la sua operapuò essere suonata da qualsiasi e-reader in maniera identica da comelui l'ha composta con il suo computer.La conclusione è che con la realtà digitale finalmente il valoredell'immagine si libera dal sua ancora originale e può trasmettersiliberalmente ogni volta, come esattamente si incidono le note di unaemozionante musica sulla superficie di un DVD.Il problema che ora rimane aperto sono appunto i diritti diriproduzione delle immagini e di come possano essere fruiti dagliautori.Ma a ben vedere anche se la realtà del digitale ha cambiato tipologiedi disegni, rapporti con gli editori, procedure lavorative, il primopassaggio di un opera tra un creativo e un soggetto che utilizza il suolavoro c'è sempre. Che sia su carta o in formato digitale nel momentoche il disegno esce dal mio computer per essere proposto ad un editoreo a un altro soggetto per essere stampato o messo in rete, quellopotrebbe essere il momento di accordarsi sul compenso. Una voltache il file è in rete non esiste più come originale, come detto primaogni sua copia è un originale e sarà l'editore a doversi preoccupare didifendersi dalla pirateria, come d'altronde fanno già le casediscografiche o cinematografiche.Un altra soluzione ma che c'era anche prima del' e-book, è ilriconoscimento delle royalty.
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