Ed hannigan: una vita da artista dietro le quinte

Creato il 11 ottobre 2012 da Comixfactory

Copertina dell'albo no-profit
pubblicato per aiutare Ed Hannigan
a sostenere le spese mediche per la
malattia che lo affligge


Spesso, quando di parla di comics, si ricorre spesso alla definizione "industria del fumetto", di rado, però, ci si interroga riguardo il reale significato di questa definizione. Dei fumetti d'oltreoceano conosciamo gli autori e ci appassionano alcune serie o storyline, in alcuni casi siamo a conoscenza dell'operato di alcuni editor particolarmente bravi e dotati; tuttavia ignoriamo l'esistenza di tutta una serie di figure professionali indispensabili affinché le testate dei nostri eroi raggiungano puntualmente edicole e (soprattutto) fumetterie.

una copertina
per the Avengers

Nella storia passata della Marvel (ma sono pronto a scommetterci, anche in quella della DC Comics) c'erano figure come i Romita Raider (uno staff di disegnatori, diretti da John Romita Sr., che operavano dietro le quinte per apportare modifiche alle tavole presentate dagli artisti regolari all'opera sulle serie) o quei disegnatori, dotati una velocità di esecuzione notevolissima, che spesso venivano utilizzati per realizzare, in pochi giorni, storie riempitivo (i famigerati fill in) per rimediare ai ritardi nel rispetto delle deadline degli artisti regolari... e poi c'era Ed Hannigan.
Nato nel 1951, Hannigan cominciò a collaborare con la Marvel a soli vent'anni nel 1971. Sebbene la sua aspirazione fosse quella di diventare un disegnatore, nei primi tempi si dedicò a realizzare vari incarichi (dal lettering al passaggio delle mezze tinte sulle tavole (incarico che ha condiviso con Klaus Janson). Ottenne il primo incarico come disegnatore per la realizzazione di un numero della serie ispirata al Pianeta delle Scimmie, e nel corso degli anni realizzò alcune altre storie. Ma la produzione più massiccia di Ed Hannigan fu quella di realizzare bozzetti per le copertine degli albi, copertine che in alcuni casi avrebbe realizzato lui, ma che in molti altri sarebbero state realizzate da altri. Quella di visualizzare copertine di grande impatto e sicuro effetto si rivelò essere davvero una dote, al punto che Hannigan divenne ben presto il più indaffarato bozzettista di copertine della Marvel. Capace di immaginare bozzetti che si adattassero allo stile del disegnatore cui lo studio era destinato, Hannigan riuscì comunque a imprimere un suo marchio di fabbrica su molte delle sue opere. La sua firma, infatti, era rappresentata dal coinvolgimento del Logo della Testata nell'azione della copertina. La crisi che si abbattè sull'industri del fumetto negli anni '90 spinse Hannigan a dedicarsi ad altro. Solo di recente, haimè, ho sentito parlare nuovamente di lui, e solo perché alcuni anni fa gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Per raccogliere soldi destinati a sovvenzionare le sue cure, la Marvel e la Hero Iniziative nel 2010 hanno prodotto un albetto intitolato Ed Hannigan: Covered.  Dalle pagine di questo albo vi presento alcuni bozzetti e alcune testimonianze dirette dell'autore, il tutto con il solo scopo di farvi conoscere una figura forse non di primo piano ma che di certo ha contribuito a farci innamorare dei fumetti della casa delle idee.

copertina per un albo promozionale della DC


Nell'editoriale di Ed Hannigan: Covered l'autore ricorda: "[...]Nel 1971 mi presentai alla Marvel e cominciai a importunarne i collaboratori, la casa editrice stava riscuotendo un crescente successo, e i titoli stavano crescendo rapidamente. Aspiravo a diventare un disegnatore e ad affermarmi nello stardom, ma c'era un piccolo problema... non potevo disegnare. Certo, realizzavo illustrazioni e avevo fatto fumetti amatoriali per anni, ma non era davvero un "disegnatore". Il mio lavoro non era né sufficientemente buono né particolarmente consistente, e non ero neanche veloce. Nessuno rimase impressionato dai miei disegni. Tuttavia, ero un tipo caparbio e cocciuto e non lasciai perdere. Dopo un po' credo che si fossero semplicemente abituati a vedermi lì in giro. Così cominciai a svolgere dei lavoretti per Sol Brodsky e per le ristampe destinate al mercato britannico, e in men che non si dica mi trovai a essere un membro dello staff del Marvel Bullpen. Accettavo qualsiasi lavoro mi venisse presentato e, naturalmente, continuavo a gironzolare intorno all'ufficio del  direttore artistico John Romita, così iniziai a imbattermi nei bozzetti realizzati per le copertine e destinati a vari artisti. Il povero Johnny aveva una scrivania incasinatissima. Era naturalmente super oberato di lavoro e gliene stavano aggiungendo altro! Stava realizzando molte delle copertine e naturalmente incombeva minaccioso l'incubo delle deadline. Avevo già fatto alcuni sketch per le serie inglesi, e chiesi se potevo realizzarne qualcuno per le serie regolari. Il resto, come si suol dire, è storia. 
Anche se non avevo un mio stile personale particolarmente distintivo, ero bravo a mimare lo stile degli altri artisti. Così se la copertina era destinata a essere disegnata da Gene Colan, realizzavo un bozzetto che potesse sembrare di Gene Colan. Credo che questo servisse ad avere subito una immagine che facesse immaginare come sarebbe dovuta risultare la copertina definitiva. Cominciai anche ad aggiungere il colore, questo nel tentativo di mantenere una certa forma di controllo anche sulla colorazione finale e anche per essere sicuri che non ci saremmo trovati più avanti nel tempo con problemi del tipo che il colore del logo e del background potessero essere troppo simili o qualcosa del genere. Con il colore puoi fare davvero molto per creare atmosfera ed enfasi. Mi incaricai anche di disegnare un discreto numero di copertine, fu allora che cominciai a giocare con i loghi, cambiando la prospettiva o distruggendolo, facendolo dissolvere o facendo esplodere le lettere. Divenne il mio marchio di fabbrica e dopo un po' cominciai ad avere richieste del tipo "fai qualcosa di cool con il logo". Guardavo alle locandine dei film o alle altre arti per cercare di fare qualcosa di nuovo e fresco con le copertine, ma avevo sempre ben chiaro in testa il lavoro fatto da Kirby nei primi anni della Marvel e cercavo di mantenere il più possibile quel tocco che rendeva sempre riconoscibile un albo Marvel. Non ho inventato la realizzazione dei bozzetti per le copertine e certamente non sono stato l'unico disegnatore che se ne è occupato. Ma ne ho realizzati una gran quantità, probabilmente più di chiunque altri per Marvel e DC. Naturalmente ho realizzato molti più sketch per le copertine di quanti ne attesti questo albetto. Tutto quello che posso dirvi è che nel corso degli anni ho conosciuto alcune persone assolutamente fantastiche e di enorme talento, ai quali sono immensamente grato.

Cliccate sulle immagini  per ingrandirle

"C'è stato un tempo alla Marvel in cui Ed realizzava una gran
quantità di design per copertine che avrebbero disegnato
altri artisti. Mi piaceva moltissimo il coinvolgimento
del logo nella copertina in oggetto. Ed mi suggerì come la 
copertina avrebbe potuto apparire con il suo sketch
e io la disegnai. Il lavoro e le idee di Ed erano sempre 
molto divertenti" -
Walt Simonson disegnatore della copertina
di Amazing Spider-Man #222


"Questa copertina è un po' diversa dalle altre, mostra
Spider-Man pur non mostrandolo - in fin dei conti
faccio vedere solo la sua mano. Questo numero conteneva
la fine di un grande, fondamentale scontro con
Hobgoblin, e desideravo mostrarlo in una
maniera diversa. Klaus Janson la inchiostrò,
e rese il mio disegno molto migliore, come sempre."
-
Ed Hannigan

"Volevamo realizzare una copertina di grandissimo
impatto visivo, in perfetto stile Kirby. Sulla copertina,
Freccia Nera stava spostando la città degli Inumani.
Nella sua versione definitiva (disegnata da John Byrne)
forse ha perso un po' della sua potenza. Sembra più come
se Freccia Nera stesse sollevando una città giocattolo.
Ma, insomma... ci abbiamo provato!"

- Jim Salicrup, Editor di Fantastic Four #240

"Non ero troppo intimidito nel dover fare uno sketch per una
copertina che sarebbe stata disegnata da Jack Kirby. Ma fu
comunque difficile. Mi chiedevo... perché? Per certi versi,
c'era qualcosa di sbagliato. Kirby rappresentava una delle mie
principali fonti di influenza, era un artista completo.
E' l'uomo che mi ha insegnato a fare tutto in grande -
grandi personaggi, grande impatto."

- Ed Hannigan

"Jim Salicrup era l'editor dei Fantastici Quattro all'epoca,
desiderava realizzare una copertina sulla quale Galactus
risultasse molto imponente, sulla quale apparisse
quanto più grande e imponente possibile. A me venne in
mente che il modo migliore per farlo fosse rappresentando
solo una parte grande di Galactus, in scala con una figura
umana. Così disegnai questa grande mano intenta a creare
il suo nuovo araldo."

- Ed Hannigan

"Questa fu un po' cambiata, sullo sfondo avevamo la luce del tramonto
mentre sulla copertina era ritratto l'avvoltoio nel crepuscolo dei suoi giorni.
Più tardi diventò uno sfondo viola. Ma mi sentivo così dispiaciuto
per un allora giovanissimo John Romita Jr.! Era una delle sue
primissime copertine per Spider-Man e quella inserzione
che pubblicizzava un concorso con in palio
una bicicletta non lasciava spazio per il disegno!"

- Ed Hannigan



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