Magazine Pari Opportunità

Educazione sessuale, questa sconosciuta, e qualche cartellone amico

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Una  volta tanto, vorrei segnalarvi qualcosa di a mio parere positivo.   Forse penserete che non vi riguardi, visto che queste foto le ho scattate dove vivo, quindi in Francia, ma ogni tanto è bene ricordare che in qualche modo mi trovo qui tra le autrici di questo blog anche per questo, per darvi un piccolo segnale, una piccola testimonianza personalissima di come vanno le cose “oltre confine”. Il confronto è sempre utile, nel bene e nel male, no?

Ho apprezzato particolarmente il reportage performativo realizzato da [email protected] nel suo post intitolato L’invasione, perché credo sia fondamentale riflettere non soltanto sul contenuto delle immagini che noi spesso analizziamo e mettiamo alla prova, ma anche riflettere su quante sono, come e dove sono fisicamente disposte nel nostro territorio (nel caso dei cartelloni) o in quale fascia oraria e nelle pause di quale trasmissione (nel caso delle pubblicità in tv).

Da qualche settimana mi chiedo se la condizione italiana (in materia di differenze di genere, condizione della donna, violenze, omofobie…)  non potrebbe essere migliorata tramite un lavoro di educazione alla consapevolezza e alla conoscenza in materia sessuale. Ho sempre ritenuto importante la formazione e l’informazione in questo campo così delicato, perché ritengo che la cultura del tabù non porti quasi mai a nulla di buono. Voi avete mai seguito delle ore di lezione di educazione sessuale a scuola? Esiste qualcuno che se ne occupa? Mi piacerebbe ascoltare delle testimonianze, perché soprattutto nel caso delle violenze che riguardano adolescenti, mi chiedo: se a scuola se ne parlasse, cambierebbe qualcosa? Se i genitori uscissero dall’imbarazzo e affrontassero queste tematiche infondo naturali, non avremmo meno stupri, meno episodi di ragazzini che violentando pensando che si tratti di una sciocchezza,  una marachella come le altre ? Non riusciremmo forse un po’ meglio a tenere a bada le conseguenze psicologiche dell’imbattibile potere delle immagini iper-erotizzate e violente che circolano e che facciamo fatica a frenare? Non ho in mente insegnanti di storia e filosofia che imbarazzati spiegano le parti del corpo ma immagino esperti in materia, professionisti chiamati a supporto nelle scuole. Lo so, la scuola italiana non ha i soldi neanche per pagare gli insegnanti, ed è una vergogna. Ma comunque sia il fatto non ci siano i fondi non ci impedisce di riflettere sul perchè nel nostro paese l’educazione sessuale sembra essere relegata a qualche radio, un programma di MTV che non so se ci sia ancora, e a qualche approssimativo giornaletto che ai miei  tempi si chiamava “Cioè”.

Veniamo agli esempi: ecco il cartellone che mi accompagna da qualche settimana, nelle fermate delle metro sempre affollatissime di Parigi.Educazione sessuale, questa sconosciuta, e qualche cartellone amico

Si tratta di  un cartellone promosso dall’Ile de France (la regione di Parigi, come fosse il Lazio per noi quindi). Come vedete viene indicato un numero di telefono a cui rivolgersi, un ente che si chiama Planning Familial in caso di domande. Domande su cosa? Leggete la scritta, che recita: Sessualità, Contraccezione, Aborto. Un diritto, la mia scelta, la nostra libertà.

Qualche anno fa invece alla televisione francese erano addirittura passati degli spot, volti ad educare le famiglie a deporre le armi dell’imbarazzo e ad affrontare argomenti legati alla sfera sessuale, guardatele, sono simpatiche e originali secondo me. In tutti e tre gli spot si ripetela stessa trama: un ragazzo o una ragazza pongono domande precise ai loro genitori, domande che riguardano la sfera sessuale. Mamma, cos’è la masturbazione? Papà, cos’è il cunnilingus? Papà, cos’è l’eiaculazione precoce?

Questo riguardante la masturbazione , questo il cunnilingus  e questo sull’eiaculazione precoce.

Inoltre, altro manifesto da premiare (io mi sono messa a urlare dalla gioia quando l’ho visto, e parlo di molti mesi fa ma non avevo ancora iniziato a scrivere qui…): un manifesto contro l’omofobia!Educazione sessuale, questa sconosciuta, e qualche cartellone amico Scusate la foto, si vedono le case in riflesso….ve ne ho trovata un’altra nel web.Educazione sessuale, questa sconosciuta, e qualche cartellone amico

Vi traduco cosa c’è scritto, anche se immagino si capisca: “Ecco un ragazzo a cui piacciono i ragazzi.   Ma a questo ragazzo, a cui piacciono i ragazzi,  non piacciono i ragazzi a cui non piacciono i ragazzi a cui piacciono i ragazzi.” Più sotto leggete: “Questa frase è complessa, ma certamente meno della sua vita da studente omosessuale”. Si tratta di un manifesto contro l’omofobia nelle università, c’è anche un numero verde a cui rivolgersi in caso di bisogno di aiuto e supporto.

Ditemi, voi ve li immaginate degli spot così in Italia, paese dell’ipocrisia, non si può parlare liberamente di contraccezione nelle scuole né vendere preservativi ( guardate qui quante sono le scuole in italia che ci hanno pensato), e dove la Tv non è un problema ( chiudete gli occhi pensate a Tamarreide, anni di Grande Fratello e porcate varie con sesso volgarizzato e banalizzato trasmesso in TV senza un minimo di filtri o supporti critici, riguardatevi i nostri post, tutte le pubblicità volgari, offensive, forti che vengono divulgate nel nostro paese e che nutrono le retine di giovani e vecchi)…insomma.

Da noi parlare di masturbazione è un tabù, vedere le foto di Nichi Vendola nudo in spiaggia dovrebbe sconvolgere le nostre vite, ma parlare del caso Ruby,  di Bunga Bunga e farci addirittura delle mutande no, quella è ironia. O almeno così ci viene detto.

Ma a me questa ironia non fa ridere,  e credo che certi problemi vadano combattuti solo attraverso l’educazione e l’informazione. Ho voluto mostrarvi questi manifesti perchè li trovo significativi, sono rivolti alla gente, ai cittadini, sono fatti per loro non per fregarli. Infatti non sono manifesti commerciali, ma cosiddette “pubblicità progresso”, campagne di sensibilizzazione statali, enti che sentono il peso della responsabilità e che si impegnano contro l’analfabetismo sessuale imperante e pericoloso. Ma mentre la condizione della donna in Italia peggiora rovinosamente, il nostro Ministro delle Pari Opportunità dov’è? Cosa fa? (mi astengo da facili battute).

Ripensando a questi cartelloni e spot, mi chiedo: in Italia c’è qualcosa di simile? Ci sarà? Ne avremmo bisogno? Voi cosa ne pensate?



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