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Effemme 6: qualche commento

Creato il 05 febbraio 2013 da Martinaframmartino

 Effemme 6: qualche commento

Confesso, stavolta ho saltato un paio di articoli. Non per poca stima nei confronti dei loro autori ma per il mio problema cronico di mancanza di tempo, che va sempre più peggiorando, unito allo scarso interesse per il mondo dei giochi. Non ho mai giocato a D&D, se parliamo di giochi di carte io intendo Briscola e Scala 40 e per quanto riguarda i videogiochi sono rimasta a Packman e Space Invaders. Perciò ho saltato a piè pari i due articoli sul Mondo Games apparsi nel sesto numero di Effemme. Nulla di personale, semplicemente ciascuno ha i suoi gusti, anche se a volte si possono trovare cose sorprendenti. Nella fattispecie, articoli. Comunque a differenza dal solito non commento tutto, segnalo solo alcune cose che in qualche modo sono più rilevanti per me.

Dei romanzi di Christopher Paolini io ho letto solo Eragon. Aveva il pregio di essere scorrevole ma era la fiera delle banalità, senza idee originali, prevedibile e ben poco introspettivo. Per essere stato scritto da un quindicenne è un ottimo romanzo, ma a me non è mai importato nulla dell’età degli autori. Il libro deve essere interessante indipendentemente da chi lo ha scritto, ogni altra considerazione sono solo parole al vento. Eppure l’articolo di Chiara Codecà mi è piaciuto molto. Che Chiara sappia scrivere non l’ho scoperto certo ora, ma il suo modo di presentare le cose è capace di affascinare il lettore. Questo non significa che leggerò gli altri romanzi di Paolini, non sono stata affascinata fino al punto da dimenticare le mie stesse impressioni sul romanzo, ma quell’articolo, Il Ciclo dell’Eredità, è davvero un esempio di ottimo giornalismo.

Eroi al galoppo di Aurora Filippi è il racconto vincitore della selezione di Effemme. Io non ho fatto parte della giuria per scelta, davvero il mio tempo è ridotto ai minimi termini (e ho ancora le figlie ammalate!), comunque il racconto doveva essere di tipo umoristico. E il divertimento c’è davvero, con la voce narrante che per una volta è quella di un cavallo e non quella di tutti i suoi sconclusionati proprietari.

Halo di Francesco Falconi mi ha fatto pensare a una frase di Andreas Eschbach a proposito della sua storia Miliardi di tappeti di capelli. “Se non l’avete ancora letta, non posso promettervi che l’amerete. Non posso neppure promettervi che vi piacerà.

Posso solo fare una promessa: non la dimenticherete, mai.”

Non ho dimenticato il romanzo di Eschbach, e mi è pure piaciuto, pur lasciandomi dentro una certa inquietudine. Con Halo è lo stesso. Un elemento della storia compare anche nel racconto Grolion di Almeria di Matthew Hughes, pubblicato in Storie dal crepuscolo di un mondo / 1, ma la cosa ha poca importanza visto che le due storie sono diversissime. Non so se Falconi conosca il testo di Hughes, forse semplicemente questo è un segno che alcune idee in qualche modo fanno parte degli esseri umani e a un certo punto tornano fuori. Sì, so cosa sono gli archetipi di Carl Gustav Jung, ma in questo caso non mi sento di spingermi a parlare di archetipo. Quello che so è che il racconto mi ha colpita, disturbata, e che mi ha fatto riflettere. Un ottimo esempio di narrativa non banale.

Il gioiello di questo numero però è il racconto di Ursula K. Le Guin, La storia della moglie. Lei è una delle grandi autrici del fantastico, poco importa che sia fantasy o fantascienza, e quando la leggi capisci perché. Credevo… e invece… Da leggere. Punto e basta.

Viaggio nel passato con George R.R. Martin è uno dei miei articoli. Lo avevo scritto per il numero cinque prima di rendermi conto di essere andata fuori tema, ma se del maiale non si butta via niente io fatico a sbarazzarmi di una qualsiasi delle mie parole. Dovreste vedermi quando rileggo per cercare di accorciare i miei testi. Riesco sì e no a togliere 200 caratteri quando il mio obiettivo è toglierne 2.000, potevo eliminare un intero articolo mio? Se è riuscito o meno sta a voi dirlo, io ho parlato rapidamente dell’importanza del passato nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Abbiamo un passato mitico, vecchio di 8.000 anni con la Barriera e gli Estranei, e poi ci sono Figli della Foresta, Andali e invasioni varie del continente. Un passato vecchio di 300 anni con Aegon il Conquistatore, e diversi eventi accaduti durante il regno Targaryen sono importanti. Un passato vecchio di 15 anni con la rivolta Baratheon e tutto quel che è accaduto. E poi c’è la rivolta Greyjoy e una miriade di altre cose da sapere sparse nelle migliaia di pagine che compongono la saga. L’articolo, troppo lungo per la rivista (anche se stavolta qualcuno ha sforato peggio di me), è comunque troppo corto per dire tutto quello che ci sarebbe da dire. Mi riservo di prenderlo in mano in futuro e di spieare tutte quelel cose che stavolta, mio malgrado, ho dovuto lasciare fuori.

Gli incantesimi di Cagliostro di Fulvio Zorzer mi ha riportata con la mente alla mia gita a San Leo al tempo della seconda liceo, e già solo per questo è un articolo meritorio. E poi parla dello scandalo della collana, che io conoscevo quasi solo per la mia amata Lady Oscar, mentre un po’ di informazioni vere non fanno mai male. Comunque interessante, tanto per gli amanti del fantasy (che qui non c’è visto che parliamo di un personaggio realmente esistito) che per gli amanti della storia.

Terra Morente di Bruno Bacelli è stata una piccola delusione per un unico motivo: l’articolo è troppo corto. Il tema era interessante, persino ambizioso, ma Bruno, che è stato più bravo di me a rispettare i limiti di spazio, ha avuto il mio stesso problema: troppe cose da dire. Perciò si è trovato a dover fare una selezione, mentre io avrei preferito leggere una trattazione più estesa. Spero che prima o poi troverà il tempo per farla, perché il tema lo merita.

Chiude la rivista Un solo mondo, mondi diversi per Robert Jordan, altro articolo mio. L’avevo scritto per Effemme 5, ma i limiti di spazio, specie quando qualcuno scrive articoli più lunghi del dovuto… come? È colpa mia? Come dicono in tribunale, ammetto l’addebito, ma non ci posso fare nulla se sono grafomane. E se a volte almeno qui nel blog scrivo frasi sconclusionate.

In questo caso mi muovo una critica da sola. Probabilmente per cercare di non andare troppo per le lunghe ho tagliato eccessivamente sulle diverse grafie di Alsbet ed Elsbet, e mi sa che non si capisce bene cosa è successo.

Magari in futuro rileggendo La Ruota del Tempo scoverò altri elementi da integrare in quest’articolo, comunque è stato divertente andare a scovare queste piccole cose. Robert Jordan ha costruito un mondo incredibilmente complesso, e sospetto che non finiremo mai di trovare nuovi collegamenti o riferimenti nascosti.

La rivista non si esaurisce certo qui ma il mio tempo sì. Se siete curiosi, andate a comprarla!

Qui http://librolandia.wordpress.com/2012/10/31/effemme-6-e-arrivato/ potete trovare il sommario completo, la quarta di copertina della rivista e una serie di link per l’acquisto.



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