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EFFETTO DOMINO: L’estraneo – Tommaso Giagni

Creato il 15 marzo 2013 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

EFFETTO DOMINO - Rubrica di approfondimento tematico

periferie uliano lucas

Foto di Uliano Lucas

Periferie
Perciò veniamo bene nelle fotografie di Francesco Targhetta (Isbn, 2012)

L’estraneo di Tommaso Giagni (Einaudi Stile Libero, 2012)
Cose da pazzi di Evelina Santangelo (Einaudi, 2012)
Dentro di Sandro Bonvissuto (Einaudi, 2012)

EFFETTO DOMINO: L’estraneo – Tommaso Giagni
Recensione di Rossella Gaudenzi

L’estraneo di Tommaso Giagni, nella disperata ricerca di un’appartenenza, è un ventenne senza nome. Si muove tra due emisferi: la Roma delle Rovine, la città-bene dalla quale proviene, stantia e dall’odore di polvere, e la pittoresca già nel nome Roma di Quaresima, quella delle periferie, dove è nato ma non è vissuto. Piena di sorprese quest’ultima, ricca di personaggi antropologicamente interessanti, caricaturali, ma dai risvolti immancabilmente duri. «A veder bene, vorrei solo trovare una dimensione giusta per me. In questi vent’anni mi sono sempre sentito come un nano stordito da architetture gigantesche, ingombranti. Di là non se ne accorgeranno nemmeno, che dai bordi più in ombra mi sono spostato al di fuori del confine. Sono qui per imparare a dare del tu alla vita, e le maniere brusche e gli strattoni – ché le carezze non ho mai capito in che verso bisogna darle». Il protagonista, voce narrante dell’opera, sembra voler tornare alle origini, rientrare addirittura nel grembo materno – lui che una madre non l’ha più e quasi non l’ha mai conosciuta – per provare a trovarlo quel senso di appartenenza.
L’estraneo lascia l’appartamento del centro, padre portinaio e sorella e valica i confini, muove i primi passi nella Roma di Quaresima, trova una stanza in affitto, programma la vita futura, vuole studiare arte all’università. È stato lasciato da Alba, prima e unica ragazza della sua vita, e nel ménage da borgata incappa in Marianna, anch’essa proveniente dalla Roma delle Rovine e con in testa unicamente l’intento di spezzare il filo con la realtà borghese e sperimentare tutto il suo contrario.
La borgata fagocita. L’estraneo cerca di toccare e di sporcarsi le mani con il Viale, il Quartiere, fatti di  bar, sale scommesse, palestra: «Al bancone, nessuno viene a servirmi. Dal retro arrivano gli scatti e le musichette delle slot. Non me la sento più di ordinare dell’alcol. Prenderei un caffè al Fernet come mio padre, ma ho paura che – invece che da maschio rude – sembri una cosa da vecchio. Il tintinnio delle monete vinte là dietro copre i miei passi affannati dietro l’uscita». Ci prova a costruire una nuova mappa e a farci entrare nuovi soggetti: personaggi di borgata con cui interagisce senza pregiudizi, libero da sovrastrutture schiaccianti: «In questa stretta che si è venuta a creare, ci raggiunge anche Eros. Allora Sandro, così, in mezzo alla strada, nel cuore di Roma, quattro anni dopo la morte di Liboni, prende a urlare: “La disoccupazione / gi ha dad’ un bel mestiér’”, e subito tutti: “Mestiere / di merda / cara-biniere!” gli vanno appresso, e ricominciamo una, due, tre volte. Ivano e Jacopo cantano abbracciati, la tardona fa il saluto romano, Eros si è rimesso la cravatta e certo non si tira indietro nei cori. La mia voce magari nell’insieme non si distingue – la tengo bassa, sono un po’ incerto sulle parole – ma c’è».
La lingua utilizzata dal giovanissimo Tommaso Giagni è infallibile e irresistibile. L’autore gioca con i registri, coinvolto in un intreccio di stili, tra una lingua puntuale, precisa e nitida e dialoghi – e incursioni – in crescendo, nella lingua dialettale. L’estraneo è un’opera prima sul rapporto tra centro e periferia in senso lato, tra senso di appartenenza e spaesamento, tra interno ed esterno. Privo di giudizi, privo di retorica, privo di ipocrisia. A ispirare gli eserghi dei quattro capitoli che compongono l’opera: Siti, Volponi, Pessoa, Pasolini.

Note sull’autore
Tommaso Giagni nasce a Roma nel 1985. Ha partecipato a varie antologie, tra cui: Voi siete qui (minimum fax 2007), Il lavoro e i giorni (Ediesse 2008), Ogni maledetta domenica (minimum fax 2010). L’estraneo (Einaudi 2012) è il suo primo romanzo.

Per approfondire
Leggi la recensione su
minima&moralia 
Leggi l’intervista a Tommaso Giagni su Nazione indiana

Tommaso Giagni
L’estraneo
Einaudi, 2012
pp. 156, euro 14,50


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